Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Accusato di violenze sessuali dalla figlia dodicenne, assolto

Secondo l'accusa la vittima sarebbe stata costretta a soddisfare le voglie del padre. Avrebbe trovato il coraggio di confidarsi solo davanti ad assistenti sociali e psicopedagogisti scrivendo: "Papà mi tocca". La madre e uno dei fratelli, però, l'hanno smentita

Il tribunale di Palermo

Davanti agli assistenti sociali e agli psicopedagogisti aveva trovato il coraggio di aprirsi scrivendo nero su bianco solo tre parole: “Papà mi tocca”. Ma la seconda sezione penale del tribunale di Palermo non ha creduto alla sua versione dei fatti e ha assolto il padre dall’accusa di violenza sessuale. Il sostituto procuratore Giorgia Spiri aveva chiesto per lui una condanna a 10 anni.

La storia risale agli anni compresi tra il 2011 e il 2013. Secondo l’accusa la ragazzina, all’epoca dodicenne, avrebbe visto il padre entrare di notte nella sua stanza dove poi avrebbe iniziato a masturbarsi. Per diverse giorni lei avrebbe fatto finta di dormire, poi gli avrebbe confessato di averlo visto e a quel punto lui ne avrebbe approfittato costringendola a toccarlo e a lasciarsi toccare.

La ragazzina, dopo essersi liberata da quel peso, ha dovuto lasciare i due fratelli e la madre per trasferirsi in una comunità dove ha vissuto per alcuni anni. Solo allora ha raccontato delle violenze che avrebbe subito dietro la minaccia di restare senza cellulare, di non potere uscire e soprattutto di non  potere frequentare la scuola che sognava.

Questa versione dei fatti è stata smentita dalla madre e dal fratello più grande. Per il pm la presunta omertà dei familiari sarebbe stata causata dal timore di ripercussioni da parte dell'uomo. Questa tesi, però, non è stata condivisa dalla seconda sezione che ha deciso di assolvere il padre dalla pesante accusa di violenze sessuali perchè il fatto non sussiste.

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