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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca

Prende il Reddito ma non dichiara vincite on line, assolto: "Quei soldi poi li ha persi"

Un uomo di Montelepre era finito a processo con l'accusa di aver nascosto quel "tesoro" nella domanda presentata per ottenere il sussidio. Il giudice ha accolto la tesi del suo avvocato secondo cui il conteggio da fare, considerato il saldo tra vincite e perdite nelle varie sessioni di gioco, sarebbe un altro

Aveva perso il reddito di cittadinanza con l'accusa di aver nascosto, al momento della presentazione della domanda, vincite on line per oltre 300 mila euro. Dall’analisi della movimentazione dei diversi conti di gioco, però, sarebbe emersa un’altra verità e alla fine l’imputato è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Così ha deciso il giudice per l’udienza preliminare Fabio Pilato per un uomo di Montelepre finito a processo per truffa dopo un’indagine della guardia di finanza.

L’uomo aveva perso il sussidio perché, secondo l’accusa, aveva omesso di indicare nell'istanza per accedere al sussidio le somme incassate. Il suo legale, l’avvocato Valentina Castellucci, ha depositato invece una consulenza per dimostrare “la sostanziale iniquità del conteggio delle vincite lorde". In buona sostanza, secondo la sua tesi, quelle vincite non potrebbero considerarsi tali visto che le stesse somme possono essere rigiocate e, come spesso accade, perse in una o più sessioni di gioco.

Prima, dunque, che il conto venga "scaricato" con una transazione su un conto corrente o su qualche carta prepagata costituendo in qualche modo un reddito. "Il criterio seguito dai finanzieri di quantificare le vincite, sebbene astrattamente previsto dal legislatore, appare superato e obsoleto perché - spiega l’avvocato - pensato rispetto a giochi differenti da quelli che si trovano sulle piattaforme on line. Il giocatore può conseguire vincite e altrettante perdite senza alcun reale incremento del proprio reddito e senza, peraltro, poter effettuare un’effettiva quantificazione delle stesse. Attenderemo le motivazioni per valutare se richiedere la corresponsione delle indennità arretrate".

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