Morì folgorata a 13 anni, al processo nessun colpevole: famiglia pagherà spese legali

Il processo in Appello si conclude a 11 anni dalla morte di Natalia Scorsone, fulminata dopo aver toccato un palo dell'illuminazione a Montemaggiore Belsito. Tra prescrizioni e assoluzioni per il tribunale non ci sono responsabili

Uno scorcio di corso Re Galantuomo (foto archivio)

A 11 anni dalla morte di Natalia Scorsone, una ragazzina uccisa da una scarica elettrica mentre passeggiava per strada, il processo in Appello si conclude senza colpevoli. La seconda sezione del tribunale di Termini Imerese ha assolto tutti gli imputati per la morte della tredicenne avvenuta a Montemaggiore Belsito. Confermata dunque la sentenza del giudice monocratico che aveva dichiarato prescritta la posizione di alcuni e ne ha assolti altri.

Era il 2008 e la giovane Natalia stava camminando in corso Re Galantuomo quando ha toccato un palo dell’illuminazione pubblica ed è stata attraversata da una potente scarica elettrica che l'ha uccisa sul colpo. A provocare la tragedia sarebbe stato il mancato rispetto di alcune condizioni di sicurezza. In primo grado era già stato assolto nel merito "perché il fatto non sussiste" il tecnico comunale Francesco Palazzo. Assolti oggi anche due ingegneri dell'Enel, Carmelo Catalano e Paolo Gullo.

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In secondo grado è sopraggiunta la prescrizione perché è venuta meno un’aggravante che riguarda l’ex sindaco Stefano Castiglia, la dirigente dell’ufficio tecnico comunale Angela Gullo e il titolare della ditta che si occupava della manutenzione dell’impianto, Felice Arena. Un lungo processo durante il quale il giudice è cambiato quattro volte e che, alla fine, si è concluso con un nulla di fatto. La corte d’Appello ha inoltre condannato le parti civili, la madre e la sorella della vittima a pagare le spese legali.

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