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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Cruillas / Via Filippo Paladini

Sparatoria al mercatino del Cep, assolti e scarcerati tre fratelli Marra

L'omicidio di Maurizio Quartararo nel 2014. Davanti ai giudici della corte d'Assise non ha retto l'impianto accusatorio, soprattutto dopo che la sorella di Marcello, Enrico e Salvatore Marra ha ritrattato le proprie dichiarazioni. Ancora sotto processo in abbreviato i fratelli Alfredo e Lorenzo

Assolti tre dei fratelli Marra per la sparatoria col morto al mercatino del Cep. Così ha deciso la corte d’Assise per Marcello, Enrico e Salvatore Marra, detenuti da oltre tre anni per l’omicidio di Maurizio Quartararo avvenuto nel 2014. Quel giorno due killer piombarono in via Paladini e aprirono il fuoco ferendo lui (poi deceduto in ospedale), il fratello e un’anziana signora che stava facendo la spesa.

Qualche mese dopo gli agenti della sezione Omicidi della Squadra Mobile e i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di San Lorenzo arrestarono i cinque fratelli Marra con le accuse di omicidio, tentato omicidio in concorso, detenzione e uso illegale di arma da fuoco. All’origine della sparatoria, hanno ricostruito gli investigatori, ci sarebbero stati i dissapori tra due famiglie legate da vincoli di parentela ma allo stesso tempo rivali.

Mentre Marcello, Enrico e Salvatore Marra sono stati oggi scarcerati, restano ancora sotto processo (nonostante il rito abbreviato) i fratelli Alfredo e Lorenzo, scarcerati dopo l’arresto dal tribunale del Riesame. I legali degli imputati oggi tornati in libertà, gli avvocati Raffaele Bonsignore e Salvatore Ruta - hanno annunciato di attendere l'eventuale appello prima di valutare gli estremi per richiedere un risarcimento danni per ingiusta detenzione.

Non hanno retto la ricostruzione e l’impianto accusatorio dei pm Ilaria De Somma e Gaetano Guardì, soprattutto dopo che la sorella dei Marra - davanti ai giudici della corte d’Assise - avrebbe ritrattato quanto dichiarato. In un primo momento aveva riferito che era stata la madre a dare l’ordine, poi eseguito dai fratelli, di sparare ai Quartararo. Salvo poi cambiare la sua versione dei fatti e sostenendo di averli accusati per un debito da 14 mila euro che vantava nei loro confronti.

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