Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca Cruillas / Via Filippo Paladini

Sparatoria al mercatino del Cep, assolti e scarcerati tre fratelli Marra

L'omicidio di Maurizio Quartararo nel 2014. Davanti ai giudici della corte d'Assise non ha retto l'impianto accusatorio, soprattutto dopo che la sorella di Marcello, Enrico e Salvatore Marra ha ritrattato le proprie dichiarazioni. Ancora sotto processo in abbreviato i fratelli Alfredo e Lorenzo

I carabinieri al mercatino del Cep il giorno dell'omicidio

Assolti tre dei fratelli Marra per la sparatoria col morto al mercatino del Cep. Così ha deciso la corte d’Assise per Marcello, Enrico e Salvatore Marra, detenuti da oltre tre anni per l’omicidio di Maurizio Quartararo avvenuto nel 2014. Quel giorno due killer piombarono in via Paladini e aprirono il fuoco ferendo lui (poi deceduto in ospedale), il fratello e un’anziana signora che stava facendo la spesa.

Qualche mese dopo gli agenti della sezione Omicidi della Squadra Mobile e i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di San Lorenzo arrestarono i cinque fratelli Marra con le accuse di omicidio, tentato omicidio in concorso, detenzione e uso illegale di arma da fuoco. All’origine della sparatoria, hanno ricostruito gli investigatori, ci sarebbero stati i dissapori tra due famiglie legate da vincoli di parentela ma allo stesso tempo rivali.

Mentre Marcello, Enrico e Salvatore Marra sono stati oggi scarcerati, restano ancora sotto processo (nonostante il rito abbreviato) i fratelli Alfredo e Lorenzo, scarcerati dopo l’arresto dal tribunale del Riesame. I legali degli imputati oggi tornati in libertà, gli avvocati Raffaele Bonsignore e Salvatore Ruta - hanno annunciato di attendere l'eventuale appello prima di valutare gli estremi per richiedere un risarcimento danni per ingiusta detenzione.

Non hanno retto la ricostruzione e l’impianto accusatorio dei pm Ilaria De Somma e Gaetano Guardì, soprattutto dopo che la sorella dei Marra - davanti ai giudici della corte d’Assise - avrebbe ritrattato quanto dichiarato. In un primo momento aveva riferito che era stata la madre a dare l’ordine, poi eseguito dai fratelli, di sparare ai Quartararo. Salvo poi cambiare la sua versione dei fatti e sostenendo di averli accusati per un debito da 14 mila euro che vantava nei loro confronti.

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