Cronaca

E' guerra tra la Prefettura e le associazioni antiracket: altre 5 cancellate dalla lista 

"Erano inattive da tempo", da qui l'espulsione. Intanto LiberoJato di Partinico e Libero Bagheria, stoppate "per sospette infiltrazioni mafiose", hanno deciso di fare ricorso

La sede della Prefettura

Dopo lo stop della Prefettura a due associazioni antiracket, la lista si allunga e sale a sette. Ieri era stata la volta di LiberoJato, cancellata dall'elenco delle associazioni antiracket dalla Prefettura, e di Libero Futuro Bagheria Valle Eleuterio, non ammessa all'iscrizione nell'elenco. "Sospette infiltrazioni mafiose": la motivazione alla base della decisione del prefetto Antonella de Miro . "La prefettura - scrive oggi La Repubblica Palermo - si è mossa non solo per bloccare due associazioni formate da ditte in odor di mafia, ma anche per cancellare dalla propria lista cinque associazioni ormai inattive da tempo".

Si tratta della storica Sos Impresa Palermo, di Co.di.ci. – centro per i diritti del cittadino, del Coordinamento delle vittime dell’estorsione dell’usura e della mafia, dell’Associazione antiracket Termini Imerese (Ati) e di “Liberi di lavorare”. A voler fare pulizia il nuovo commissario antiracket Domenico Cuttaia: "C’è l’esigenza di porre in essere un’attenta valutazione di quanto concretamente realizzato dalle associazioni".

Intanto LiberoJato e Libero Bagheria, associazioni intitolate a Libero Grassi, l'imprenditore ucciso dalla mafia il 29 agosto del 1991, hanno deciso di presentare ricorso: chiederanno ai giudici amministrativi prima la sospensione e poi l'annullamento del provvedimento. 

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