Associazione famiglie affidatarie: "Ritardi nell'erogazione dei contributi, promesse non mantenute"

L'Afap punta il dito contro il Comune che, per problemi burocratici, non avrebbe ancora sbloccato i pagamenti per i nuclei familiari che hanno accolto i giovani in difficoltà nelle loro case togliendoli dalle comunità

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

L'Afap, l'Associazione famiglie affidatarie Palermo onlus, punta il dito contro il Comune per l'ennesimo ingiustificabile ed eccessivo ritardo nella erogazione del contributo ordinario spettante per legge alle famiglie che accolgono in affido minori in difficoltà sociale, offrendo loro modelli familiari corretti e togliendoli dalle comunità, producendo così un risparmio economico per le casse del Comune.

Le famiglie affidatarie di Palermo, continuano a svolgere puntualmente il loro servizio alla società accudendo, con impegno e sacrificio, i minori accolti in affido, mentre il Comune non mantiene gli impegni, stabiliti dalla legge e con la sollecitudine promessa durante l'ultima campagna elettorale. Nonostante i conteggi relativi al contributo - che allo stato attuale è quasi la metà rispetto a quanto stabilito dalle direttive interassessoriali della Regione Siciliana - siano stati presentati alla ragioneria del Comune a dicembre 2016. Nonostante i fondi siano stati accreditati nello stesso anno; nonostante l'impegno promesso dal sindaco Orlando prima delle elezioni; con un ritardo già di oltre sei mesi, gli affidatari non hanno ancora ricevuto quello che equivarrebbe ad una sorta di rimborso spese, rimasto incastrato nelle maglie burocratiche dell'ufficio ragioneria alla marcè dei tempi dei funzionari che ne occupano le poltrone.

Se tanti minori hanno una possibilità di diventare adulti migliori dei loro genitori biologici grazie alle cure degli affidatari è solo per la volontà di questi ultimi, non certo per quella del Comune che sembra invece avere interessi diametralmente opposti. Scelte burocratiche sbagliate - che hanno lasciato minori e affidatari senza il necessario sostegno psicologico - e mancanza di riconoscimento del valore del servizio degli affidatari da parte del Comune, hanno prodotto un grave danno che ricade sulla pelle dei minori, futuri adulti di questa nostra società.

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