"Graduation Day, ecco perché noi di Medicina non c'eravamo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Ecco perché la scuola di medicina ha deciso di boicottare il Graduation Day:

Noi, la gran parte dei laureati di medicina e chirurgia, in virtù dello spirito di collaborazione e fratellanza, cardine della nostra professione medica , esprimiamo con la presente, la nostra solidarietà nei confronti degli attuali laureandi, con la fortissima speranza che ciò che è stato vissuto nel periodo subito precedente alla laurea di marzo possa essere stato un evento isolato.

In particolare poniamo all’attenzione una serie di disagi causati da:
- Incapacità nell’organizzazione delle sessioni di studio e di esami in funzione delle scadenze previste per la laurea, a causa di problematiche che si ripresentano ciclicamente ogni  anno accademico, dovute a un calendario didattico di ateneo spesso troppo stringente e poco adatto alle nostre esigenze. A tal proposito segnaliamo come rispetto all’anno scorso siano state anticipate di tre settimane le sessioni di laurea di marzo. Nonostante la richiesta in più sedi di un posticipo delle stesse, abbiamo sempre ricevuto un diniego. Pertanto ci siamo laureati tutti entro il 10 marzo. Dispiace rilevare che tale inflessibilità sulle date di laurea, non sia valsa per altri corsi di laurea.

- Ritardo nelle comunicazioni ufficiali e inadeguatezza dei canali di comunicazione. Nella  quasi totalità dei casi le comunicazioni sono affidate a studenti che riferiscono ai colleghi tramite  passaparola o social network.
 

Nonostante i numerosi disservizi riscontrati, siamo riusciti a laurearci e ad evitare di diventare fuori  corso, grazie all’impegno straordinario di pochi rappresentati eletti, del Coordinatore di Corso di Laurea e del Presidente Scuola, dei loro collaboratori e di molti professori che hanno compreso le nostre difficoltà ed esigenze, aiutandoci ove possibile. 
 

Riteniamo comunque inaccettabile il perseverare di una situazione tanto critica quanto paradossale: esprimiamo la nostra solidarietà, oltre che con la presente, con l’assenza al Graduation Day, poiché il significato che noi diamo ad un momento di celebrazione dell’Università non può prescindere da un nostro impegno in prima persona per sensibilizzare gli organi competenti e gli studenti che verranno dopo di noi.

Non possiamo inoltre ignorare il grave aumento delle tasse che peserà soprattutto sugli studenti di medicina e sugli specializzandi di area medica (oltre che, a onor del vero, sugli studenti delle prof. sanitarie e del corso si scienze di formazione primaria). E’ vero che l’ateneo palermitano, in ottemperanza a una normativa nazionale, ha esteso la platea di studenti che godranno di esonero parziale e totale e quindi ha necessariamente ridistribuito la tassazione gravando sugli studenti delle fasce di reddito più alte, ma la ridistribuzione è gravata con maggiore peso su alcuni corsi di laurea, senza aver fornito dati solidi che giustificassero tale atto. Inoltre sembra che i proventi derivanti dalla maggiore tassazione sugli studenti di medicina, non saranno legati a incrementati servizi per gli stessi. 
 

La nostra assenza non ha il fine di proporsi come una critica sterile, o mero atto di indolenza, ma come parte del nostro senso di appartenenza a questa Università, che si realizza nella sua espressione più alta nel volere plasmare e migliorare ove possibile il luogo in cui si vive. Speriamo che questo gesto simbolico possa indurre una rivalutazione di alcune questioni spesso sottovalutate e fortemente lesive per la formazione dello studente

Comitato laureati medicina.

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