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Assegno unico, come fare la domanda e quando arrivano gli arretrati

Già un milione e 750mila richieste per il sostegno universale arrivate all'Inps, per quasi tre milioni di figli. Tutti i chiarimenti su date, pagamenti e cifre reali

Un milione e 750mila domande: di assegno universale arrivate all'Inps per quasi tre milioni di figli. L'assegno unico sta per diventare realtà. L'Inps ha pubblicato la circolare con le istruzioni per chiedere il nuovo beneficio a favore della famiglia che riguarda 7 milioni di famiglie per 11 milioni di figli. L'assegno unico parte a marzo ma se si farà domanda entro giugno 2022 non si perde un solo euro di arretrati. L'importo che si ottiene è legato all'Isee ma se non si presenta si ha diritto comunque, facendo la domanda, a 50 euro per ogni figlio. Se l'Isee è inferiore a 15mila euro, i figli minori sono tre e i genitori lavorano l'importo può arrivare a 700 euro al mese. La domanda si può presentare anche senza Isee: in 10 minuti scarsi al pc, o anche tramite smartphone, è tutto fatto.

Assegno unico: la scadenza del 28 febbraio

Mancano soltanto due settimane e mezzo dalla scadenza del 28 febbraio per presentare domanda. La circolare n. 23 del 9 febbraio 2022 emanata dall'Inps era particolarmente attesa dai professionisti che lavorano in Caf e patronati, che si trovano a far fronte ai casi più disparati, senza sapere rispondere sempre con chiarezza a tutti i dubbi dei fruitori della misura. Viene confermata ufficialmente la possibilità di fare domanda anche in assenza di Isee, avendo diritto così alla quota minima dell’assegno (ad esempio 50 euro per figlio minore, la stessa prevista per chi ha un Isee oltre i 40mila euro).

Tra padre e madre, come si suddividono i soldi al momento dell'erogazione. Nessun dubbio su questo aspetto. Come si legge nella circolare, "l’assegno è corrisposto dall’Inps ed è erogato al richiedente ovvero, a richiesta, anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale". Quindi, il pagamento è effettuato in misura intera al genitore richiedente, se questi seleziona tale opzione nella domanda, ovvero, se questi seleziona la ripartizione in pari misura tra genitori, potrà inserire nel modello di domanda, oltre ai suoi dati di pagamento, anche quelli dell’altro genitore. I dati delle coordinate per il pagamento del secondo genitore potranno essere forniti anche in un momento successivo e, in questo caso, il pagamento al 50% al secondo genitore ha effetto dal mese successivo a quello in cui la scelta è stata comunicata all’Inps. La modifica della ripartizione va effettuata accedendo alla domanda già presentata. Si può sempre andare a modificare la domanda online, in qualsiasi momento: importante saperlo.

Pagamento intero o "smezzato"

Il pagamento può essere "intero" o "ripartito": lo si deve specificare al momento della domanda. Infatti il richiedente può flaggare una delle diverse opzioni per l'imputazione del pagamento previste nella domanda. Nel caso di genitori coniugati potrà essere selezionato il pagamento del 100% a uno solo di essi. Allo stesso modo, anche nel caso di genitori separati o divorziati che siano comunque d’accordo tra loro sul pagamento in misura intera, può essere scelto il pagamento interamente al richiedente ovvero optare per il pagamento ripartito al 50%.

Se il minore è in affidamento temporaneo o preadottivo, bisogna distinguere l'ipotesi dell'affido esclusivo a uno soltanto dei genitori da quello condiviso ad entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale.

Se l'affidamento è esclusivo, i soldi vanno al genitore affidatario. Se l'affidamento è condiviso si può optare per il pagamento ripartito al 50%. Se nonostante l'affidamento condiviso del minore il giudice con proprio provvedimento stabilisca il collocamento del minore presso il richiedente, si può selezionare il pagamento al 100% al genitore collocatario, fermo restando la possibilità dell'altro genitore di modificare la domanda in un momento successivo.

Le date da ricordare

Il pagamento degli arretrati è garantito per tutti quelli che fanno domanda entro giugno.  A partire da metà marzo, alle famiglie che ne hanno fatto richiesta, arriverà il primo assegno unico universale (Auu) per figli a carico. Verrà addebitato direttamente dal’Inps sul conto corrente indicato nella richiesta che va presentata a decorrere dal primo gennaio di ogni anno. Per le domande presentate in seguito, ma entro il prossimo 30 giugno, l’Auu spetta con tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo. Per le richieste depositate prima del primo marzo l’erogazione sarà immediata. Per quelle successive, l’assegno arriverà il mese seguente alla richiesta con recupero degli arretrati fino al 30 giugno. 

Il nuovo bonus viene pagato mensilmente, in base all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) in corso di validità e riguarda tutte le famiglie (dipendenti, autonomi e disoccupati) con figli a carico: non assorbe né limita gli importi del bonus asilo nido, è compatibile con altre misure in denaro a favore dei figli a carico ed è compatibile con il Reddito di cittadinanza. Può essere richiesto anche in assenza di Isee o con Isee superiore i 40mila euro, in questi casi saranno corrisposti gli importi minimi.

Senza Isee

E' un punto chiave. Si può fare domanda di assegno unico per ogni figlio senza avere ancora un Isee 2022 e caricarlo poi successivamente sulla piattaforma? La risposta è assolutamente sì.

Il timore di molti tecnici è che nelle prime settimane di richieste dell’assegno unico molte domande siano state inviate dalle famiglie anche senza aver fatto l’Isee. Così, le famiglie avranno diritto all’importo minimo dell’assegno, 50 euro a figlio. Ma chi ha un Isee sotto 40mila euro - ricorda - può ambire a importi maggiori. Se successivamente l’Isee viene elaborato entro fine febbraio, automaticamente gli importi erogati a partire dal mese di marzo 2022 saranno calcolati in base all’indicatore della situazione economica del nucleo. Non è infatti necessario allegarlo alla domanda, sarà direttamente Inps a leggere i dati incrociando le banche dati. Altrimenti sarà erogata la quota minima dell’assegno unico (50 euro per ciascun figlio minore) prevista in caso di domanda senza Isee.

Invece se l’Isee 2022 viene presentato entro giugno, l’eventuale conguaglio degli importi dovuti a decorrere dalla mensilità di marzo avverrà nel mese di luglio, mentre gli eventuali Isee elaborati successivamente avranno validità solo dalla mensilità in corso. Resta comunque obbligatorio comunicare eventuali variazioni del nucleo familiare tramite Isee.

La guida all'assegno unico

L'assegno unico è un passo avanti per quasi tutti: il 77 per cento delle famiglie italiane avrà vantaggi rispetto a oggi. Da marzo 2022 l'assegno unico per ogni figlio entrerà in vigore a pieno regime. Un mese fa il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo attuativo. Attenzione: la nuova misura andrà ad inglobare tutti i vari benefici dello stesso tipo già esistenti. Il sussidio economico verrà erogato in favore di chi ha figli, a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età.

Arriva fino a 175 euro, che scenderà a 85 per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni. L'importo pieno andrà a chi ha un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 15mila euro. Per chi ha redditi superiori, l'assegno scenderà progressivamente, fino al minimo di 50 euro (25 per i figli maggiorenni) per Isee oltre 40mila o per chi non presenta la dichiarazione. Maggiorazioni previste in caso di figli disabili, giovani madri e famiglie numerose. Se entrambi i genitori lavorano e l’Isee è basso, inoltre, si avranno altri 30 euro in più, che si azzerano oltre i 40mila euro di Isee. Nel novero delle tutele entrano poi le giovani madri fino a 21 anni, che riceveranno circa 20 euro al mese in più.

Va ribadito un punto: l'assegno unico per ogni figlio non è attivo in automatico, bisogna presentare domanda.

Fonte: Today.it

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