Cronaca

Assegni nuclei familiari, la guida dell'Inas Cisl su come presentare domanda

Da quest’anno l'agevolazione non si può più chiedere tramite il datore di lavoro. Dal primo luglio i dipendenti privati possono presentare domanda contando sull’assistenza degli esperti del patronato

Dal primo luglio, i dipendenti privati possono già fare domanda per ottenere l’assegno al nucleo familiare (Anf). Per ottenere l’assistenza adeguata e professionale, è possibile rivolgersi agli esperti del patronato Inas Cisl di Palermo che procederanno all’invio online dell’istanza.

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Da quest’anno, infatti, l’Anf non si può più chiedere tramite il datore di lavoro. “Considerato che non compilare correttamente la domanda può far perdere l’assegno - avverte Giorgio Sanzone, responsabile Inas Cisl di Palermo -, per evitare che l’Inps respinga la richiesta e per ottenere l’importo a cui si ha effettivamente diritto, è meglio affidarsi al nostro centro con personale specializzato per queste pratiche”.

Gli operatori del patronato si occuperanno della compilazione e dell’invio e potranno valutare se si ha diritto anche ad altre formule di supporto per la famiglia. Gli uffici della sede centrale del patronato Inas Cisl di Palermo, sono aperti dal lunedì al venerdì, 8,30-12,30, 15-18.

Assegno al nucleo familiare, cosa è 

L’assegno al nucleo familiare (anf) è dedicato alla famiglia del lavoratore dipendente, anche quando questi diventa pensionato. L’importo dell’assegno al nucleo familiare è calcolato tenendo conto del reddito complessivo del nucleo familiare e del numero dei suoi componenti.

Sono considerati componenti del nucleo:

  • lavoratore o pensionato richiedente;
  • coniuge non legalmente separato;
  • figli minori e maggiorenni inabili nonché quelli fino ai 21 anni, in particolari condizioni;
  • fratelli, sorelle e nipoti collaterali orfani, minori o maggiorenni inabili;
  • nipoti diretti minori, se a carico del nonno.

Si ha diritto all’anf se il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare deriva da lavoro dipendente (oppure da pensione o da altro trattamento previdenziale) e se non supera determinati limiti, stabiliti ogni anno. Per il calcolo devono essere considerati tutti i redditi conseguiti da ciascun componente del nucleo familiare (redditi da lavoro dipendente, reddito della casa di abitazione, pensioni dirette e pensioni di reversibilità erogate da Stati esteri, etc.).

Non devono, invece, essere dichiarati i seguenti redditi:

  • rendite vitalizie Inail;
  • pensioni di guerra;
  • pensioni privilegiate militari tabellari;
  • indennità di accompagnamento;
  • trattamenti di fine rapporto;
  • indennità di trasferta;
  • indennizzo per danni da vaccinazione, trasfusioni ed emoderivati
  • assegno al nucleo familiare.
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