Anniversario assassinio Impastato, "il casolare dove fu ucciso sia patrimonio di tutti"

Il 9 maggio Cinisi ricorderà, come ogni anno ormai, il giornalista militante ucciso dalla mafia. Il luogo dove è morto è di un privato e la famiglia Impastato vorrebbe che venisse espropriato. Per questo, l'appuntamento con tutti coloro che vorranno commemorare Peppino sarà proprio lì, in contrada Feudo, alle 10.30 per un sit-in

Il 9 maggio è alle porte. E Cinisi è pronta, come ogni anno, per le celebrazioni dell'anniversario della morte di Peppino Impastato. Tanti gli eventi in programma. Tra questi, anche un sit-in, alle ore 10.30, nel luogo dove Peppino è stato ucciso. Lo scopo è chiedere l’esproprio del luogo, di proprietà di un privato, per farlo diventare un patrimonio di memoria. "Chiediamo che venga acquisito dalla Regione Sicilia, come stabilito, e affidato ai giovani del nostro paese - spiega in una nota Casa memoria Felicia e Peppino Impastato -  Vogliamo che diventi patrimonio di tutti".

Non si tratta di una richiesta nuova. Da anni la famiglia Impastato, con l'aiuto anche di Rete 100 Passi, che ha lanciato una petizione per chiedere l'esproprio, sta cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica e, soprattutto, il governatore Rosario Crocetta sul tema. L'iter per far diventare il sogno realtà è stato prima avviato e poi interretto. "E' una vergogna, un'offesa alla memoria. "Quelle del proprietario del bene e della Regione che non ha portato a termine l'esproprio sono azioni criminali. Che facciamo cancelliamo la memoria?", dichiarava un anno fa a Palermotoday il fratello di Peppino, Giovanni Impastato" in preda all'amarezza.

A pochi giorni dalla triste ricorrenza della morte di Peppino, lo scorso 29 aprile, sia Rete 100 Passi che Casa Memoria sono tornate ad accendere i riflettori sul casolare: su Change.it il testo della petizione è stato aggiornato. "Il 9 maggio del 2014 - si legge adesso sul sito - il Presidente della Regione Siciliana Crocetta accogliendo parte delle richieste ci consegnava il provvedimento di vincolo promettendo che a breve ci sarebbe stato l’esproprio che avrebbe consegnato il luogo alla collettività. Da quel momento il silenzio. Il 9 maggio è il momento di dire basta invia anche tu un tweet a: @rosariocrocetta"

Casa Memoria invece ha pubblicato una lunga nota che riportiamo, in parte:

"Sono trascorsi ormai 38 anni da quel triste mattino di maggio, da quel corpo fatto a pezzi che neppure una madre sapeva riconoscere, da quello sconforto che fu la morte di Peppino. In questi anni è successo di tutto: abbiamo scoperto le carte, abbiamo ottenuto le condanne ai processi contro i mandanti dell’assassinio, uno dei quali, Badalamenti, che è stato tra i più grandi boss della storia della mafia. Abbiamo organizzato la prima manifestazione nazionale contro la mafia nel 1979 e centinaia di altre. Abbiamo accolto migliaia di persone a Casa Impastato in base al volere di Felicia, la madre di Peppino. Abbiamo ottenuto la confisca della Casa di Badalamenti e l’abbiamo trasformata in un centro di promozione culturale e sociale per il territorio. E infine, a Palermo, con la collaborazione del Centro Impastato, nascerà un Museo-Memoriale dedicato alla lotta alla mafia. Trentotto anni fa sarebbe parso impossibile, eppure è accaduto. Ma quel che è più straordinario è che non siamo più soli. In migliaia oggi dedicano un pensiero, un’iniziativa, un ricordo, una canzone, un libro, una tesi di laurea a Peppino e Felicia e alla loro storia, e a tutti loro va il nostro ringraziamento. Oggi abbiamo un nuovo obiettivo da raggiungere: ottenere l’esproprio del casolare".

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Chissà, magari anche l'ultima battaglia avrà l'esito sperato dalla famiglia e dai suoi tanti sostenitori.

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