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I carabinieri negli uffici dell'Asp, a lato il cadavere di Giuseppe Fontana

I carabinieri negli uffici dell'Asp, a lato il cadavere di Giuseppe Fontana

Tragedia all'Asp, l'angoscia dei presenti: “Non si può morire aspettando un turno”

Il racconto di chi stamattina era al poliambulatorio di via Turrisi Colonna. "Chi spingeva a destra e chi a sinistra, non si capiva nulla". C'è chi punta il dito contro il ritardo dei soccorsi. Il direttore della struttura: "Intervento dei medici tempestivo. Gente incivile"

"Forse era destino che andasse così". Queste le parole agghiaccianti che sarebbero state pronunciate da una dipendente della struttura e riferite da una delle persone che stamattina ha assistito, inerme, alla morte di Giuseppe Fontana, un 67enne in coda assieme ad altre 250 persone circa al poliambulatorio di via Turrisi Colonna per ottenere l’esenzione del ticket. (GUARDA IL VIDEO)

"Sono arrivata intorno alle 7, dopo mio marito che è venuto a prendere il turno in mezzo a questo macello - spiega Vincenza Alario -. Verso le 9 hanno lasciato la lista ed una volta aperte le porte della struttura, la gente si è accalcata per entrare. Chi spingeva a destra, chi a sinistra e questa persona si è ritrovata a terra con un infarto in corso. Una persona che era lì con me ha provato a rianimarlo. Inizialmente non è intervenuto nessuno fra i medici, che si sono fatti avanti una volta arrivati i carabinieri portando la bombola d'ossigeno, ma quella persona non respirava più. Si può morire per attendere il turno? Io credo di no. Come se non bastasse sono scomparsi pure oggetti dalle borse di alcune persone anziane che erano in attesa nel poliambulatorio".

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Nello stanzone dell'accettazione si respira tensione. La gente è furiosa per l'accaduto. "Non hanno rispetto di nulla. Come potete vedere tutti la struttura è ancora aperta. Avessero un po' di dignità dovrebbero chiudere per oggi ed imparare la lezione da quanto successo", spiega un uomo di circa 60 anni che ha preferito restare anonimo. Il chiacchiericcio di fondo resta persistente. Un uomo anziano si avvicina e chiede: "Avete visto il corpo? Poveretto…è ancora la, coperto da un lenzuolo. Come si può fare questa fine? Venga, venga a vedere". La rabbia della gente sul posto è tanta, fomentata dall'indifferenza con cui pare i dipendenti della struttura abbiano affrontato la cosa. Di loro, nessuno ha voluto o potuto esprimersi.

Sui fatti è intervenuto il dottore Giuseppe Termini, direttore medico della struttura, che ha voluto sottolineare la tempestività dell'intervento dei medici, smentendo i racconti delle persone che avevano assistito al fatto: "Sono stato informato immediatamente – spiega - e in meno di un minuto è arrivato il collega del punto di primo intervento. I portieri della struttura hanno fatto spazio attorno all'uomo ed abbiamo potuto fare le prime manovre: massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca. Poi - continua - abbiamo avvertito il 118 che è giunto molto celermente. Nella concitazione dei fatti, l'utenza ci gridava addosso come se fosse colpa nostra. Il 118 è arrivato che già avevamo applicato l'ambo ed hanno utilizzato il defibrillatore, apparecchio che noi non abbiamo in struttura perché non ci compete averlo. Tutte le manovre sono state inutili, hanno potuto solo constatare il decesso dell'uomo, di cui non sappiamo cosa fosse venuto a fare. Sicuramente, ad occhio nudo, stamattina c'era una moltitudine di persone - conclude - che non avevano alcun rispetto delle minime nozioni civili".

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