Disabile gravissimo, l'Asp gli nega due volte l'assegno ma il tribunale ribalta la decisione

Un 88enne con insufficienza respiratoria cronica si è visto respingere la richiesta ed è stato invitato, come gli altri, a presentare ricorso al Tar. I suoi legali però si sono rivolti al giudice del lavoro che ha nominato un consulente e dato ragione al ricorrente

Il palazzo nuovo del tribunale di Palermo

Secondo la commissione dell’Asp non aveva diritto ai benefici previsti per le persone con disabilità gravissima mentre il tribunale di Palermo, avvalendosi della consulenza di un tecnico d’ufficio, ha ribaltato la decisione. Così ha stabilito il giudice del lavoro Cinzia Soffientini accogliendo il ricorso presentato da un 88enne affetto da insufficienza respiratoria cronica che per vivere ha bisogno di ventilazione meccanica assistita. Rigettati gli altri ricorsi riuniti nello stesso procedimento.

La vicenda ha inizio durante il governo Crocetta che, all'indomani della nota sfuriata pubblica di Pif, emanò un decreto con carattere d’urgenza che prevedeva un assegno temporaneo per disabili gravissimi, che poi avrebbero dovuti sottoporsi ai controlli dell’Unità di valutazione multidimensionale dell’Azienda sanitaria provinciale. In tanti presentarono richiesta, ottenendo risposta circa un anno dopo nonostante l’iter previsto fosse quello della massima urgenza.

“In molti casi l’Asp - spiegano gli avvocati Salvatore Costa e Gianluca Milazzo, che hanno assistito una dozzina di ricorrenti - si limitò a comunicare che non era stata accettata la domanda e in quella stessa lettera venivano indicati 60 giorni per presentare ricorso e ottenere le schede di valutazione. Veniva indicato il Tar quale autorità alla quale rivolgersi nel caso in cui qualcuno avesse voluto presentare ricorso”, aggiungono i legali che invece hanno ritenuto che la competenza fosse del tribunale ordinario.

Di fatto il giudice del lavoro ha rigettato l’eccezione di difetto di giurisdizione sollevata dall’Asp e dalla Regione “atteso che - si legge nella sentenza - secondo orientamento recente la materia in esame non attiene alla mera erogazione di un servizio pubblico, dunque riservata al giudice amministrativo, bensì è parte integrante del riconoscimento dei diritti delle persona e della garanzia che ai disabili sia garantita l’inclusione sociale”. Da qui la possibilità di avvalersi a un consulente tecnico per verificare le richieste sulla base della documentazione prodotta durante la visita, per valutare se ci fossero i presupposti per accertare lo status di disabile gravissimo.

“Va sottolineato - aggiungono ancora gli avvocati - che nel caso dell’88enne l’Asp aveva rigettato per due volte e in due anni diversi (2018 e 2019) le domande presentate. Nel periodo intercorso tra le due istanze c’è stata la consulenza del tecnico che invece ha portato alla decisione opposta”. Alla luce della sentenza l'Asp si è "arresa" decidendo di non impugnare la sentenza, diventata quindi esecutiva.

"Rivolgendosi al Tar - aggiunge l'avvocato Costa - si sarebbe ripetuta la procedura con un'altra commissione in seno all'Asp che difficilmente avrebbe potuto smentirsi. Nell'ultimo ricorso presentato il tribunale, fissando la data dell'udienza, ha assegnato la causa al giudice del lavoro e nominato contestualmente il consulente tecnico d'ufficio che avrà il compito di analizzare tecnicamente le condizioni del ricorrente, manifestando in qualche modo un orientamento che possiamo già considerare una vittoria del diritto".

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