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Martedì, 24 Maggio 2022
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Asma, al via formazione per farmacisti: monitoreranno 900 pazienti siciliani

Si tratta del protocollo "Bofe", uno studio clinico italiano elaborato a seguito della pandemia Covid. Riguarda anche le persone affette da broncopneumopatia cronico ostruttiva

Una formazione specifica per i farmacisti come “terminali” sul territorio per monitorare 900 pazienti siciliani affetti da asma e da broncopneumopatia cronico ostruttiva. Prende il via oggi, lunedì 2 maggio, alla presenza dell’assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza, alle 10,30 nell’aula magna del dipartimento di Scienze del farmaco e della salute dell’Università di Catania, l’attività formativa del protocollo “Bofe” (Better outcomes for everybody - Migliori risultati per tutti). Si tratta di uno studio clinico italiano che, all’indomani della pandemia Covid-19, coinvolgerà 100 farmacisti di comunità. Dopo Catania la formazione proseguirà in altre quattro città siciliane. 

Lo studio "Bofe" è coordinato da Andrea Manfrin, direttore della Ricerca nella facoltà di Scienze cliniche e biomediche e chair professor di Pharmacy practice all’Università del Central Lancashire (UK), Apostolos Tsiachristas, professore di Economia sanitaria all’Health economics research centre dell’Università di Oxford (UK) e Nunzio Crimi, direttore dell’Uoc di Pneumologia del Policlinico di Catania.

“Bofe” è promosso e finanziato da Sofad - Gruppo Farvima, è stato valutato preliminarmente da esperti di Cittadinanza Attiva ed è supportato da Federfarma Sicilia che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’assessorato regionale della Salute. All’iniziativa partecipa infatti anche il Servizio farmaceutico del dipartimento di Pianificazione strategica dell’assessorato regionale. 

"Da diversi anni l'assessorato regionale alla Salute porta avanti una collaborazione con l'Ordine dei farmacisti e Farmindustria - ha sottolineato l'assessore Razza - e stiamo creando tutte le condizioni per creare un sistema nuovo di farmacia che sia sempre più vicino all'interesse dei cittadini. Si tratta di qualcosa che abbiamo già avviato durante la pandemia, se pensiamo al ruolo straordinario che le farmacie hanno assunto dalla gestione dei tamponi sino ai test sierologici. Sta cambiando il sistema sanitario e cambia anche la presenza delle farmacie su tutto il territorio della Sicilia. Dall'emergenza Covid-19 dobbiamo uscire con uno sprint in più, porre le condizioni per fare un salto di qualità nell'assistenza ai pazienti e cambiare abitudini consolidate. Il progetto "Bofe", voluto dalla Regione Siciliana, va nella direzione di offrire un servizio aggiuntivo a tutti i siciliani. La sinergia con le Università resta fondamentale, perché sono luoghi di ricerca, formazione e sperimentazione e in questa iniziativa tutte e tre le cose insieme".


 

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