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Nidi privati in crisi per il Coronavirus e "guerre" coi genitori: nasce comitato EduChiamo

Obiettivo: tutelare i diritti educativi dei bambini e la sopravvivenza di scuole e asili privati, centri per infanzia e servizi educativi, in piena emergenza Covid

Nasce il comitato nazionale EduChiAmo. Obiettivo: tutelare i diritti educativi dei bambini e la sopravvivenza di scuole e nidi privati, centri per infanzia e servizi educativi, in piena emergenza Coronavirus. Nel gruppo appena costituito ci sono anche diverse donne palermitane. "Per i bambini in età prescolare e per i loro genitori non andrà tutto bene - dicono Vanessa Celestino, Eleonora Clio Di Girgenti, Antonella Quattropani, referenti siciliane di EduChiAmo -. Alla fine dell'emergenza sanitaria la gran parte delle famiglie che affidano i loro bambini ad asil e scuole materne private, ludoteche e centri per l'infanzia di aiuti pubblici, troverà i cancelli chiusi. In mancanza di aiuti pubblici le rette non pagate stanno già minando la sopravvivenza di queste strutture educative che oggi, seppure obbligate a restare chiuse, sono attive con originali e variegate modalità a distanza per stare vicine ai bambini e alle famiglie".

"Comitato EduChiamo - si legge in una nota - si fa portavoce di gestori, lavoratori e genitori, perché nell'interesse di tutti i soggetti ci siano interventi urgenti a tutela del bene comune: il patrimonio di servizi educativi presenti in tutta Italia grazie alle micro e piccole imprese private attive da decenni sul territorio. Purtroppo, il decreto Salva Italia, non contiene interventi a misura di queste realtà che in molte situazioni è venuto a mancare per ovvi motivi di disagio delle famiglie, colpite dalla crisi generale del mondo del lavoro, prima feroce conseguenza di questa emergenza sanitaria".

La nota di EduChiamo prosegue così: "Quello che si sta configurando è uno scenario di “guerra" tra genitori ed educatrici, spesso direttamente titolari di strutture, che brucia anni di lavoro attento per costruire relazioni e alleanze tra i servizi e le famiglie. Non è immaginabile che, nel prossimo futuro, i bambini si ritrovino a giocare tra le macerie di quei luoghi che hanno garantito il loro benessere e la crescita educativa e che un domani, al momento della ripresa lavorativa, i genitori non abbiano una rete di servizi essenziali sui quali contare. Quello dei servizi privati per i bambini non è un settore “di nicchia”: nella fascia d’età che precede la scuola dell’obbligo, la metà della popolazione scolastica del Paese frequenta strutture private, a integrazione di strutture pubbliche insufficienti per soddisfare la domanda di servizi per la fascia 0-6. I nidi privati rappresentano il 70% delle strutture a livello nazionale. Parliamo dunque di un polmone di cui l’Italia non può fare a meno e di una conquista sociale per i diritti della madre lavoratrici. Per questo nasce il comitato nazionale EduChiAmo, per tutelare i diritti educativi dei bambini e la sopravvivenza di scuole e nidi privati, centri per infanzia e servizi educativi".

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