L'Ars ricorda le vittime di Nassiriya, Miccichè: "Sicilia ha pagato tributo altissimo"

Deposta una corona di alloro per il sedicesimo anniversario della strage del 2003. Il presidente dell'Ars: "La memoria di questi valorosi soldati che hanno perso la vita per portare la pace non deve essere mai dimenticata"

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, ha deposto, nel cortile Maqueda di Palazzo Reale, una corona di alloro in memoria dei caduti siciliani di Nassiriya, per il sedicesimo anniversario della strage del 2003, insieme con il comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Giovanni Cataldo e il comandante militare dell’esercito Sicilia, Maurizio Angelo Scardino.

"La memoria di questi valorosi soldati che hanno perso la vita per portare la pace non deve essere mai dimenticata – ha detto il presidente Miccichè -. Un anniversario, quest’anno, funestato dall’attentato che ha coinvolto cinque militari italiani. Un attentato che ci induce a riflettere sull’instabilità politica e sociale di una vasta area del Medio Oriente che non riesce a trovare la strada per un autogoverno democratico, dopo anni di dittatura e di terrorismo".

Alla cerimonia di commemorazione erano presenti l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla e i parenti di alcune delle vittime: del vicebrigadiere Domenico Intravaia, del tenente Giovanni Cavallaro, del maresciallo Alfio Ragazzi e del carabiniere scelto Horacio Majorana. C’era anche una folta delegazione di alti vertici della Guardia di Finanza, della Marina e delle Forze Armate.

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"Altissimo fu il tributo di sangue pagato dalla Sicilia che vide il sacrificio di sette suoi figli – ha aggiunto Miccichè -. Il 12 novembre 2003 in Iraq persero la vita Giovanni Cavallaro, sottotenente, originario di Messina; Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante di Messina; Giuseppe Coletta, brigadiere di Avola; Ivan Ghitti, brigadiere di San Fratello; Domenico Intravaia, vice brigadiere di Palermo; Horacio Majorana carabiniere scelto, di Catania; Emanuele Ferraro, caporal maggiore scelto di Carlentini".

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