Cronaca

Ars, approvata legge sul demanio marittimo: l'apertura a nuove licenze accende lo scontro

La norma concede tempo fino alla fine dell'anno per chiedere la proroga automatica delle concessioni. C'è anche un'apertura alla possibilità di nuove licenze in riva al mare. Savarino: "Scelta di buon senso". Il Pd: "Si rischia la privatizzazione selvaggia"

Via libera dell'Ars alla legge sul demanio marittimo. La norma concede tempo fino alla fine dell'anno per chiedere la proroga automatica delle concessioni. C'è anche un'apertura alla possibilità di nuove licenze in riva al mare, anche in assenza di piani d'uso del demanio marittimo: la regola prevede che i privati possano chiedere nuove concessioni di sei anni.

"Sempre vicini ai lavoratori del comparto demaniale. Oggi l'Aula ha approvato un'ulteriore proroga alle concessioni demaniali, accogliendo le richieste provenienti dal settore - commenta Giusi Savarino, presidente della IV commissione legislativa Ars -. A causa del Covid, non tutti sono riusciti a presentare le istanze in tempo, con questa norma poniamo rimedio, e inoltre consentiamo ai privati di ottenere nuove concessioni su aree libere, purché  in linea con i piani comunali del demanio (Pudm) che sono in via di difenizione. Questa norma è quanto mai opportuna e di buon senso, poiché l'iter per l'approvazione dei Pudm risulta farraginoso per i Comuni e potrebbe recare ulteriore danno ad un comparto, motore trainante della nostra economia, oggi in sofferenza".

Per Stefano Pellegrino (FI), componente della commissione Ambiente, "La riforma delle procedure di semplificazione delle concessioni demaniali rappresenta un ulteriore obiettivo raggiunto dal governo Musumeci anche grazie all’istruzione del disegno di legge nella commissione, presieduta da Giusy Savarino. La norma prevede tra l’altro che la trasmissione della documentazione necessaria ad ottenere la proroga delle concessioni demaniali marittime sia estesa fino al 31/12/20 poiché è risultato che circa un terzo degli esercenti balneari, per motivi legati alla pandemia, non è riuscito ad inoltrare tutta la documentazione richiesta”.

“Con la norma si intende favorire – conclude il parlamentare – la completa informatizzazione dei processi amministrativi legati al rilascio delle concessioni demaniali marittime, semplificando le procedure di rilascio delle stesse concessioni. Infine è stato previsto, per i titolari delle concessioni demaniali marittime, l’obbligo di consentire il libero accesso alla battigia antistante l’area oggetto della concessione e la possibilità di rilasciare concessioni demaniali marittime per la realizzazione di eventi. Una previsione, questa, volta all’affermazione concreta dell’equità sociale”.

Critico invece il Pd. "Ci siamo battuti in difesa della libera fruizione del mare e delle spiagge in Sicilia, opponendoci a nuove concessioni per attività balneari che di fatto impedirebbero l'accesso al mare e la possibilità per i bagnanti di godere degli spazi di 'spiaggia libera' in ampi tratti di costa della Sicilia - dicono i deputati Antonello Cracolici e Nello Dipasquale -. Nel corso dell'esame del disegno di legge sul Demanio marittimo, abbiamo anche proposto un emendamento che prevedeva che almeno il 60% delle attuali 'zone di spiaggia libera' potessero rimanere tali, ma la presidenza lo ha dichiarato inammissibile. Adesso, alla luce delle norme volute dal governo Musumeci e dalla sua maggioranza, si rischia una 'privatizzazione selvaggia' del demanio marittimo in Sicilia. Sappiamo bene che le attività legate ai lidi balneari rappresentano un importante volano per l'economia locale - concludono Cracolici e Dipasquale - ma concedere nuove concessioni in aggiunta a quelle già esistenti, destinate ad occupare quella che fino ad oggi è stata 'spiaggia libera', significa togliere il diritto ai siciliani e ai turisti che 'non pagano un biglietto' di poter godere del nostro mare".
 

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