Zaki: l’appello del centro di ricerca “Migrare” di UniPa alla comunità accademica italiana

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il Centro di Ricerca “Migrare”, che svolge attività di ricerca e di terza missione in tema di migrazioni, mobilità, dignità della persona e promozione dei diritti, e il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, prof. Fabrizio Micari, condividendo la preoccupazione espressa dalla CRUI – Conferenza dei Rettori Italiani e la mozione dell’Università degli Studi di Bologna, lanciano un appello alla comunità accademica italiana in merito alle notizie sull'arresto dello studente universitario di nazionalità egiziana, Patrick Zaki.

“Allarmanti dati di stampa degli scorsi giorni riferiscono dell'arresto, operato in territorio egiziano, di Patrick Zaki, che frequenta in Italia il Master internazionale in Women's and Gender Studies dell’Università di Bologna e che era appena arrivato in Egitto per trascorrervi alcuni giorni ricongiungendosi alla propria famiglia di origine. Nell'esprimere viva preoccupazione per le notizie di violenze e abusi che uno studente del sistema universitario italiano avrebbe subìto nel corso di una detenzione originata da una mera professione di idee, e nella consapevolezza che la libera mobilità di studenti e studiosi costituisce, per il sistema universitario italiano come per l'intero network accademico mondiale, preziosa fonte di ricchezza in quanto strumento di dialogo, di circolazione di idee e di condivisione di saperi, il Centro di Ricerca ‘Migrare’ dell’Università di Palermo, unitamente al Rettore prof. Fabrizio Micari, formula il fermo auspicio che la comunità accademica italiana voglia chiedere alle Pubbliche Autorità di dispiegare ogni azione utile affinché sia concretamente garantito il pieno rispetto della dignità, dell'integrità e delle prerogative individuali delle persone ristrette nella libertà personale e sia riaffermato e tutelato il diritto di ciascuno alla libera manifestazione del proprio pensiero”.

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