"Mio zio mi tocca", il racconto shock alle insegnanti: arrestato muratore nel Palermitano

Un 36enne è finito in manette con l'accusa di violenza sessuale. La vittima aveva mostrato segni d'insofferenza tra i banchi di scuola per poi confidarsi con le compagne e le docenti. L'uomo avrebbe abusato anche delle altre due nipotine

Foto archivio

Gli abusi subiti dallo zio e confidati alle compagne di scuole, l’assenza a un’iniziativa contro la violenza sulle donne, l’intervento delle insegnanti e degli psicologi, l’indagine e poi l’arresto. La polizia ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Filippo Lo Presti per un 36enne muratore della provincia palermitana, ad oggi incensurato ma ritenuto responsabile del reato di violenza sessuale. Secondo quanto ipotizzato dall’accusa avrebbe abusato di tre sue nipotine, due con meno di dieci anni e una quasi quattordicenne, con l’aggravante quindi della minore età e del vincolo familiare. Il nome dell'arrestato e il comune dove si sono svolti i fatti non sono stati resi noti per tutelare l'identità delle vittime.

A coordinare le indagini condotte dagli agenti della sezione Reati in danno di minori e reati sessuali della Squadra Mobile il sostituto procuratore Luisa Bettiol, del pool diretto dall’aggiunto Annamaria Picozzi. "A fornire sostegno e protezione a una delle vittime degli abusi e a sollecitarne la denuncia - spiegano dalla Questura - sono state la cerchia degli amici intimi e una insegnante della scuola frequentata da una delle ragazzine abusate: alle adolescenti, amiche e compagne di classe e all’insegnante aveva confidato il motivo del suo malessere legato alle malsane attenzioni dedicatele dal parente".

L’atteggiamento tra i banchi di scuola della ragazza si era trasformato piano piano in segnali indiretti di dolore e sofferenza, di cui le persone a lei più vicine si sono accorte pienamente dopo aver sentito quelle confidenze con le proprie orecchie. "La ragazzina per esempio - aggiungono dalla polizia - aveva deciso di non partecipare ad una iniziativa in ambito scolastico sul tema delle violenza alle donne, probabilmente per evitare di rivivere l’afflizione degli abusi subiti". Questo suo atteggiamento aveva portato le compagne di classe ad affrontare il problema e a consigliarle di parlare con l’insegnante. Un elemento che si sarebbe rivelato determinante per salvare la ragazza e le sue cugine dagli abusi subiti.

La ragazzina è stata quindi ascoltata da poliziotti, psicologi e magistrati, che in un secondo momento avrebbero realizzato che quelle attenzioni erano state rivolte anche ad altre due nipotine. In poco tempo l’accusa è riuscita ad ottenere quadro completo sulla vicenda, con riferimenti e racconti credibili circa gli atteggiamenti molesti ed aggressivi del parente. Dopo tutti gli accertamenti di rito il 36enne è stato arresto e rinchiuso nel carcere Pagliarelli dove resterà sino alla celebrazione del processo.

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