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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

"Se finisco in carcere la mia famiglia sa tutto": gli interessi del 100% al mese e le minacce dell'usuraio

I retroscena che hanno portato ai domiciliari Giuseppe Cascino, già arrestato a maggio del 2021 per aver rapinato un giovane all'uscita del negozio Gucci di via Libertà. La vittima, che aveva perso tutto al gioco, si era rivolto a lui per un prestito di 800 euro, che nel tempo è lievitato fino a oltre 13 mila

Era entrato nel tunnel del gioco d’azzardo qualche anno prima. Un'agenzia di scommesse nella zona di viale Lazio, dove prima lavorava ogni tanto nel weekend, era diventata ormai la sua seconda casa. Tanto da avere un accordo con il gestore, che gli consentiva di fare le puntate e di pagare dopo giorni. Un circolo vizioso che l'avrebbe "costretto" a rivolgersi a Giuseppe Cascino, 38 anni, arrestato dai carabinieri su disposizione del gip Stefania Brambille e accusato di essere un usuraio. "Sapevo che era uno con le conoscenze giuste, si spacciava per pugile". Si iniziò con un prestito da 800 euro (con un tasso d’interesse del 100%) che nel giro di pochi mesi diventarono prima 2 mila, poi 6 mila e infine 13.700.

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dalla vittima nel marzo 2021. "All’epoca - aveva racconto - ero sovrastato dai debiti e dalla necessità di saldare gli insoluti con la sala scommesse. Non ho avuto altra soluzione che accettare mio malgrado tali condizioni", aveva anche ammesso. Dopo la richiesta d’aiuto i carabinieri del Nucleo investigativo hanno avviato le intercettazioni registrando, una settimana dopo, una conversazione avvenuta in un bar nella zona del Teatro Massimo tra il presunto usuraio e la vittima. In quell’occasione Cascino, dopo aver chiesto nuovamente il denaro prestato e gli interessi, ha manifestato il proprio timore di denunciato e dunque di essere diventato un "osservato speciale".

"A fine mese spero di darteli, ho chiesto a mia madre e mio padre, ma sono preoccupati", aveva detto la vittima. "*********… Non devi fare più di queste cose, non devi giocare più", gli aveva risposto lui cercando di mostrarsi sensibile. Nei giorni successivi il 38enne avrebbe contattato anche gli amici della vittima perché intercedessero e convincessero a onorare il debito. Anche perché, a suo dire, i soldi non erano suoi ma aveva fatto solamente da intermediario. "Non è solo per te, lo sai che facevo io... Venivi tu - diceva Cascino intercettato dai carabinieri - e io andavo da quell. Cioè se la prossima volta si presentano i carabinieri, senta ma lei... Tu così non ho contatti di niente, è amico mio. Pure questo discorso dei soldi. Ma ti ho prestato soldi? Non glielo devi dire che io ti ho prestato soldi".

Successivamente uno degli amici, contattato da Cascino, si era rivolto alla vittima per riferirgli il contenuto della conversazione e aggiungere un dettaglio inquietante: "La cosa più preoccupante che ha detto lo sai qual è stata? Che se lui arriva ad andare in carcere, dice… il problema non è il mio perché 4 anni me li faccio, però già la mia famiglia sa tutto. Succederà qualcosa!", alludendo al fatto che qualcuno gliel'avrebbe fatta pagare. A lui o ai suoi familiari. Da quel giorno la vittima cominciò a temere, per sé ma soprattutto per i suoi cari, arrivando a pensare di pagare quello che poteva e ritirare la denuncia così da evitare altri problemi.

Conversazioni ascoltate dai carabinieri che, nonostante omissioni e "depistaggi" della vittima, sono andati avanti nelle indagini per costruire un quadro probatorio solido. A maggio di quell'anno Cascino contattò il debitore per dirgli che il "fatto della felpa" era stato risolto, utilizzando un linguaggio criptico per dire che il problema sembrava essere rientrato. Il suo però non sarebbe stato un atto di carità, bensì una necessità legata al fatto che a maggio del 2021 Cascino era stato arrestato e messo ai domiciliari perché ritenuto uno degli autori di una rapina da 30 mila euro ai danni di un giovane appena uscito dal negozio Gucci di via Libertà.

Raccolti tutti questi elementi i carabinieri, su richiesta della Procura e su disposizione del gip, hanno arrestato Cascino e lo hanno sottoposto ai domiciliari con il divieto di allontanarsi da casa e di comunicare con altri che non siano le persone con cui vive o che lo assistono.

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