Cronaca Libertà / Via Veneto

Anziana picchiata in casa, fermata la figlia: "L'ho colpita io con un bastone"

La novantenne trovata in una pozza di sangue nel suo appartamento, in via Veneto, ha detto di essere stata aggredita dalla figlia 67enne. Poi la confessione. Dalla Questura: "Dopo la violenza è tornata ha ripulito i propri vestiti". Ora dovrà rispondere di tentato omicidio

La polizia in via Veneto dopo l'aggresione

A colpire la novantenne e a lasciarla in una pozza di sangue sul pavimento di casa sua sarebbe stata la figlia che, messa alle strette, ha ammesso le proprie responsabilità: "Sono stata io". Gli agenti della Squadra Mobile della polizia hanno fermato O.P.R., 67 anni, accusata di tentato omicidio per quanto accaduto ieri mattina in via Veneto. "L’aggressione - spiegano dalla Questura - sarebbe maturata al culmine di una lunga serie di disagi e incomprensioni familiari".

A trovare la donna, distesa per terra e priva di sensi, è stato suo genero - il marito della 67enne - che ha subito chiamato la polizia e chiesto l'intervento di un’ambulanza del 118. Quindi il trasferimento al pronto soccorso di Villa Sofia, alle 18.20, dove i medici le hanno riscontrato la frattura delle ossa facciali, la frattura del pavimento orbitale e del setto nasale, oltre a ferite ed ematomi vari sul volto. Per lei, originaria dell’Abbruzzo, è stata necessaria una trasfusione di sangue prima dell’intervento di chirurgia plastica.

Nell'abitazione di via Veneto sono arrivati anche i poliziotti della Scientifica che hanno esaminato per diverse ore l’abitazione, ipotizzando sin dalle prime battute che si trattasse di un caso di tentato omicidio. Gli agenti della sezione Omicidi sono riusciti ad ascoltare la vittima del brutale pestaggio, la quale ha dichiarato spontaneamente che fosse stata la figlia a picchiarla sul volto con un bastone.

Soltanto allora la figlia, che dopo averla colpita sarebbe tornata a casa a lavare i propri vestiti, ha confermato il tentato omicidio chiarendo agli investigatori dinamica e movente. Così in serata i poliziotti, che hanno lavorato sotto il coordinamento del sostituto procuratore Federica La Chioma, hanno rimesso insieme tutte le tessere del puzzle ed eseguito li provvedimento restrittivo disposto dal magistrato.

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