Tentò rapina alle Poste, incastrato da impronte e telecamere: 31enne finisce in carcere

E' accusato di un colpo sfumato a causa della reazione dei dipendenti della filiale di via Rocco Pirri, in zona stazione. Per gli investigatori della polizia non ci sono dubbi sull'identità del responsabile

La filiale delle Poste di via Rocco Pirri, zona stazione (foto Google)

Tentò una rapina all’ufficio postale vicino alla stazione centrale ma venne messo in fuga dagli stessi dipendenti. Ieri, a distanza di poco più di un mese, i Falchi della Squadra mobile della polizia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Palermo nei confronti del 31enne Giovanni Arini, considerato il responsabile dell’assalto dello scorso 6 marzo e accusato di tentata rapina.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori anche grazie al contributo delle telecamere Arini, il giorno della rapina, si presentò a bordo del suo scooter davanti alla filiale di via Rocco Pirri. "Sostò poco fuori il varco d’ingresso dello scalo ferroviario - spiegano dalla polizia - imbracciando un casco e dopo averlo indossato ed essersi coperto il volto con una sciarpa fece irruzione nei locali uffici postali e minacciò i presenti".

Con sua sorpresa i dipendenti, uno dei quali iniziò a urlare terrorizzato, reagirono all’assalto costringendolo a rinunciare al piano, a tornare in sella al suo scooter e a fuggire per fare perdere le proprie tracce. Gli investigatori però, dopo aver analizzato le immagini della videosorveglianza e studiando i profili dei potenziali responsabili, sono riusciti a risalire all’identità di Arini. Che vanta - spiegano - "una serie di condanne per analoghi episodi".

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Grazie all’esito dei rilievi effettuati dalla Scientifica, gli investigatori hanno ottenuto i riscontri che confermerebbero la responsabilità del 31enne. E' stato "riconosciuto - concludono - visivamente e attraverso la repertazione di frammenti di impronte papillari lasciati sulla scena del crimine. Arini si trova attualmente recluso presso il carcere Lorusso-Pagliarelli".

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