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La polizia in via Nedo Nadi

La polizia in via Nedo Nadi

Fermato un uomo dopo gli spari allo Zen, ma manca l'arma: ferito in prognosi riservata

Si tratta di un 32enne della zona, Giacomo Cusimano, portato in carcere per tentato omicidio. Ad incastrarlo sarebbero alcuni testimoni oculari, ma sono tanti i punti ancora da chiarire, anche perché l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Si attende l'esito dello stub. La vittima intanto è in Rianimazione e le sue condizioni sono gravi

Si è avvalso della facoltà di non rispondere e non ha dunque ammesso di aver premuto il grilletto e di aver sparato alla vittima al torace e all’addome, ma i risultati delle prime indagini convergerebbero proprio su di lui. Un uomo di 32 anni, Giacomo Cusimano, su disposizione del sostituto procuratore Andrea Fusco è stato fermato e portato in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Sarebbe stato lui a sparare ieri mattina a un meccanico della sua stessa età, trovato con la maglia intrisa di sangue e riverso sul sedile di una Volkswagen Polo in via Nedo Nadi, quasi all’angolo con via Costante Girardengo, nel quartiere Zen.

Ad indicare Cusimano - che non ha alcuna parentela con Giuseppe Cusimano, recentemente arrestato per mafia - sarebbero sia alcuni testimoni oculari della sparatoria che la stessa vittima che, prima di entrare in sala operatoria sarebbe riuscita a fornire delle indicazioni agli inquirenti. Così gli agenti hanno cercato Cusimano nella sua abitazione ma non c'era. Poco dopo, intorno a mezzogiorno, è stato rintracciato vicino a piazza Croci: sembra che stesse andando dal suo avvocato, Giulio Bonanno, ma è stato bloccato prima e portato negli uffici della squadra mobile per essere interrogato. L'indagato ha però preferito avvalersi della faccoltà di non rispondere. E' stato sottoposto allo stub per individuare eventuali tracce di polvere da sparo. Un esame di cui si attende l'esito.

Le immagini del sopralluogo | video

L'arma utilizzata non è stata per ora ritrovata e resta anche da chiarire il movente del tentato omicidio. Per quanto riguarda il primo aspetto sono due le ipotesi: chi ha sparato ha utilizzato una pistola a tamburo, che non lascia bossoli (che di fatto non sono stati trovati), oppure i colpi sono stati esplosi in un altro punto e la vittima avrebbe cercato successivamente di scappare o di salire in auto per correre in ospedale. Per quanto riguarda invece il movente gli investigatori stanno seguendo diverse piste, ma  per ora sembrano privilegiare quella legata allo spaccio di droga. Cusimano in realtà non ha precedenti in quest'ambito, è invece sotto processo per lesioni personali.

Per quanto riguarda la vittima, che è stata operata d’urgenza a Villa Sofia, ha riportato gravi lesioni in più parti del corpo dopo essere stato raggiunto da almeno due proiettili. Terminato l’intervento, che sembra essere riuscito, il 32enne è stato trasferito in una stanza del reparto di Rianimazione dove si trova tuttora, in prognosi riservata e con riserva sulla vita.

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