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L'arresto degli scafisti da parte della polizia

L'arresto degli scafisti da parte della polizia

Sbarcati al porto 173 migranti, individuati otto presunti scafisti

Individuati sei egiziani e un siriano che, secondo gli investigatori, avrebbero condotto il peschereccio soccorso dalla guardia civile spagnola in acque internazionali. A loro i passeggeri, che hanno patito prevaricazioni e sofferenze, dovevano pagare anche acqua e cibo

Fermati sette egiziani e un cittadino siriano ritenuti gli scafisti dell’ultima imbarcazione arrivata al porto. Dopo lo sbarco di ieri della nave “Rio Segura” della Guardia civil spagnola che ha portato a Palermo 173 migranti soccorsi in acque internazionali, le forze dell’ordine hanno individuato coloro i quali avrebbero raccolto sulle coste libiche 515 passeggeri. Si tratta degli egiziani Muhammad Ahmad (24 anni), Ibrahim Ahmed (28 anni), Ali Mohammed (20 anni), Saber Essaied Salah (33 anni), Ismail Mahammad (33 anni), Khalil Hasan Ahmad Mahammad (25 anni), Hassan Ayman Ahmed (37 anni) e del siriano El Omari Khaled (36 anni). Tutti e otto sono stati rinchiusi al carcere Pagliarelli.

VIDEO - LE IMMAGINI DELL'ARRESTO

Sarebbero stati loro, secondo le indagini della polizia, della Squadra Mobile, dei militari del Gico della guardia di finanza e del personale del gruppo interforze Contrasto immigrazione clandestina di Siracusa, a condurre il peschereccio partito giorni prima e soccorso in acque internazionali da una motonave spagnola e dal natante della guardia costiera italiana "A. Peluso". La prima è sbarcata a Palermo con 173 migranti di origine subsahariana e mediorientale, mentre il secondo sbarcato al porto commerciale di Augusta con i restanti 342. Per questa ragione i presunti scafisti sono stati indagati per aver favorito, in concorso tra loro, l’immigrazione clandestina.

"L’efficace collaborazione degli investigatori - spiegano dalla Questura - ha consentito di ricostruire le drammatiche fasi di trasbordo e navigazione dalle coste nordafricane fino al canale di Sicilia dei migranti. E’ stato appurato che il peschereccio soccorso fosse solo l’ultimo punto di raccolta di una lunga serie di trasbordi effettuati attraverso piccole imbarcazioni dalle coste africane, nel corso della navigazione, durata oltre dieci giorni. Dalle testimonianze raccolte è emerso un tragico spaccato di prevaricazioni e sofferenze patite dai migranti, soprattutto - concludono - nel corso della navigazione durante la quale i migranti erano costretti a pagare gli scafisti per avere acqua e cibo".

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