Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

L'inchiesta per voto di scambio, Salvini: "Staremo attenti, la Lega non è casa dei disonesti"

Vertice con i coordinatori regionali dopo l'arresto dell'ex sindaco di Monreale Salvino Caputo, del fratello Mario e del procacciatore di voti Benito Vercio. Nessun commissariamento del partito: "Voglio prima leggere le carte e poi parlare. Quello che ho letto finora mi convince poco"

Matteo Salvini

Prudenza, poche dichiarazioni e nessun commissariamento. Sembra questa la linea seguita dal leader della Lega Nord Matteo Salvini, dopo l'inchiesta che ha coinvolto in partito in Sicilia. In manette sono finiti l’ex sindaco di Monreale Salvino Caputo, il fratello e avvocato monrealese Mario Caputo e Benito Vercio, un procacciatore di voti. Avrebbero ingannato gli elettori facendogli credere che la loro preferenza, alle scorse regionali, sarebbe andata all’ex deputato Salvino Caputo mentre a beneficiarne sarebbe stato il fratello Mario. Gli indagati nell’inchiesta sarebbero però oltre venti.  

Salvini nel pomeriggio ha incontrato, a Roma, i coordinatori siciliani Alessandro Pagano e Angelo Attaguile, oltre al deputato regionale Tony Rizzotto. I due leader regionali hanno affermato di non avere ricevuto alcun avviso di garanzia in merito al voto di scambio. 

"Voglio prima leggere le carte e poi parlare. Ci sarà qualche querela. Quello che ho letto finora mi convince poco. Quando si cresce bisogna stare attenti e noi staremo sempre più attenti: se qualcuno si è dimostrato furbo o poco onesto, la Lega non è casa sua", ha detto laconicamente Salvini. 

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, rappresentata dal procuratore della Repubblica di Termini Imerese Ambrogio Cartosio e dal sostituto Annadomenica Gallucci, l’ex deputato regionale Salvino Caputo si sarebbe speso personalmente per sfruttare tutto il suo bacino di voti. Dopo una condanna per tentato abuso d’ufficio che lo ha reso un "impresentabile", Caputo avrebbe escogitato uno stratagemma tale da consentirgli di non disperdere la preferenza che i suoi elettori gli avrebbe garantito. Avrebbe anche promesso - stando a quanto emerso tra intercettazioni ambientali e telefoniche - assunzioni nei supermercati, trasferimenti da una sede aziendale a un’altra.

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