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Giovedì, 20 Giugno 2024
Operazione dei carabinieri / Zen

“Corsi fantasma per avere fondi europei”: arrestata la preside della scuola Falcone allo Zen

Oltre a Daniela Lo Verde è finito ai domiciliari anche il vicepreside Daniele Agosta. Entrambi sono accusati di peculato e corruzione insieme alla dipendente di un negozio di informatica

Avrebbero attestato il falso, come la presenza degli studenti in alcune attività extracurricolari, per ricevere finanziamenti Pon che diversamente non avrebbero ottenuto e avrebbero preso accordi con una sola azienda per le forniture di materiale tecnologico. E’ scattata all’alba l’operazione dei carabinieri “La coscienza di Zen-O” che ha portato agli arresti domiciliari la preside della scuola Falcone dello Zen, Daniela Lo Verde, il vicepreside Daniele Agosta e Alessandra Conigliaro, del negozio autorizzato Apple “R-store” (che si dice estraneo ai fatti ndr), accusati di peculato e corruzione.

A condurre le indagini, tra febbraio 2022 e aprile 2023, la sezione Eppo del Nucleo investigativo di Palermo sotto il coordinamento dei procuratori europei delegati Calogero Ferrara e Amelia Luise dell’Europea public prosecutor’s office. “I dirigenti scolastici - si legge in una nota - in forza del loro ruolo di pubblico ufficiale, in maniera spregiudicata, avrebbero attestato falsamente la presenza degli alunni all’interno della scuola anche in orari extracurricolari per giustificare l’esistenza di progetti Pon di fatti mai realizzati o realizzati solo in parte”.

Gli accertamenti avrebbero evidenziato una gestione dell’istituto “meramente personale anche riguardo alle procedure di acquisto e fornitura di generi alimentari per il servizio mensa della scuola. E’ stato documentato - spiegano gli investigatori - come all’interno dell’ufficio di presidenza era custodita una cospicua quantità di generi alimentari nonché costosi dispositivi informatici destinati agli studenti che sarebbero stati costantemente prelevati dalla preside e dal suo vice per proprie ed esclusive necessità”.

L’altro aspetto emerso dalle indagini riguarda il canale preferenziale che, secondo l’accusa, sarebbe stato aperto stabilmente con una sola azienda “in forza di un rapporto correttivo volto all’affidamento di ulteriori e importanti commesse in cambio di molteplici illecite dazioni di strumenti di ultima generazione. Le condotte dei pubblici ufficiale - si legge ancora - risultano gravi alla luce della loro completa adesione a logiche di condotta utilitaristica, della strumentalizzazione dell’azienda amministrativa e della vocazione a ritenere la pubblica amministrazione come un pozzo dal quale attingere”.

La preside era stata insignita del titolo di cavaliere della repubblica. Ad aggravare il quadro, come emerge dal provvedimento cautelare firmato dal gip di Palermo, la preside Lo Verde ha sempre “alimentato la propria immagine pubblica di promotrice della legalità nonostante il quotidiano agire illegale e la costante attenzione ai risvolti economici della sua azione amministrativa, di fatto abbandonando l’esercizio del suo ruolo tipizzato di controllo e di gestione finalizzato al buon andamento dell’istituto comprensivo Giovanni Falcone”, una realtà importante per un quartiere difficile come lo Zen.

La precisazione di R-Store

"R-Store avendo appreso, con stupore, il coinvolgimento di una propria dipendente in fatti avvenuti a Palermo - si legge in una nota - e riportati da alcune testate giornalistiche afferma la propria estraneità rispetto a quanto accaduto restando a disposizione delle autorità procedenti, certi che sarà fatta chiarezza quanto prima".

Articolo modificato alle ore 20 del 21 aprile 2023 // Inserita replica di R-Store

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