Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Zen

Il sindacato dei dirigenti scolastici con la preside arrestata: "No alla condanna mediatica"

La presa di posizione di Dirigentiscuola che afferma la propria fiducia nella magistratura, ma respinge l'attacco generalizzato alla categoria, dopo la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Daniela Lo Verde: "Il nostro garantismo si basa sulla conoscenza delle dinamiche e della complessità dei meccanismi burocratici in cui operiamo"

"Di certo hanno destato incredulità e sgomento in tutto il sistema scolastico italiano le immagini e gli articoli di giornale legati alla tristissima vicenda della dirigente scolastica Daniela Lo Verde, arrestata per corruzione e peculato, ma è inaccettabile la condanna mediatica". E' la presa di posizione di Dirigentiscuola (sindacato dei dirigenti scolastici), che, nel rispetto della presunzione di innocenza, come si legge in una nota "si astiene da ogni giudizio ed esprime piena fiducia nella magistratura e in particolar modo negli obiettivi del nuovo organismo sovranazionale della Procura europea dalle cui indagini la vicenda stessa prende le mosse".

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"Il garantismo di Dirigentiscuola non deriva da una presa di posizione ideologica o precostituita in favore della categoria - dice ancora il sindacato - ma trae origine da una profonda conoscenza delle dinamiche che caratterizzano il sistema scolastico e della complessità dei meccanismi e degli ingranaggi burocratici entro cui il dirigente scolastico, in solitudine purtroppo, spesso si muove. Una riflessione in questo momento è però dovuta: preso atto del fatto che da ieri piovono accuse di corruzione sull'intera categoria, mosse da sindacati non rappresentativi, che al grido di 'lo sapevamo, lo avevamo detto che la scuola non è immune da corruzione' hanno finito con il delineare la figura generalizzata di un dirigente scolastico-gestore di poteri occulti, economici e non".

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"I dirigenti scolastici - ha dichiarato Attilio Fratta, presidente nazionale di Dirigentiscuola - rigettano in toto le accuse generalizzate, consapevoli che l'unico 'potere' che gestiscono a scuola è quello di resistere agli attacchi quotidiani di certi sindacati che vorrebbero condizionarne le scelte di gestione, a partire dalle richieste e dalle pretese che gli stessi avanzano ai tavoli di negoziazione, in difesa dei privilegi dei loro iscritti. L'unica colpa della dirigenza scolastica in questo momento è quella di non aver ancora maturato la piena consapevolezza che il proprio ruolo non può essere confuso con quello degli altri operatori scolastici, che un dirigente non è posto a capo di un'istituzione scolastica per farsi carico dei bisogni effimeri degli operatori e dell'utenza, per 'adeguarsi' al consolidato per quieto vivere o per la necessità di compiacere. Il ruolo del dirigente scolastico è altro, esige l'acquisizione di un habitus mentale tecnico, umano, morale e ri-educativo di un sistema".

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