Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Zen

I corsi fantasma alla scuola dello Zen, la preside arrestata: "Ci abbiamo appizzato mille euro"

Dall'ordinanza con cui Daniela Lo Verde è finita ai domiciliari emerge un tema tutto da approfondire secondo il gip. Si tratta dei compensi che i dirigenti scolastici avrebbero incassato in relazione al numero di alunni partecipanti ai progetti Pon. Dalle indagini è già venuto fuori che le firme di presenza dei ragazzi sarebbero state falsificate

"Quindi noi abbiamo appizzato 1.045 euro!", così diceva la preside della scuola Falcone, allo Zen, Daniela Lo Verde, finita agli arresti domiciliari per peculato e corruzione il 21 aprile, riferendosi ad un presunto mancato introito riservato ai dirigenti scolastici nell'attuazione dei Pon, finanziati con fondi europei. E' un capitolo dell'inchiesta - che ha portato anche all'arresto del vice di Lo Verde, Daniele Agosta, e di Alessandra Conigliaro - che secondo il gip Elisabetta Stampacchia sarebbe tutto da approfondire.

La spesa con il cibo degli studenti: "Mi porto tutto a casa"

Sulla scorta delle indagini dei carabinieri, coordinati dai pm della Procura europea Gery Ferrara ed Amelia Luise, è emerso che i corsi per gli studenti sarebbero stati attuati soltanto sulla carta, arrivando a falsificare le firme dei ragazzi per certificarne la presenza anche se non sarebbero stati a scuola. Nell'ordinanza di custodia cautelare emerge però un altro aspetto: "La mancata partecipazione degli studenti inciderebbe in maniera direttamente proporzionale sulla quota parte dei fondi stanziati per ciascun Pon destinati ai dirigenti degli istituti", scrive il giudice. 

I corsi mai fatti e le firme fasulle: "Così finisco in carcere..."

Un'affermazione che viene fatta sulla scorta di una conversazione captata dagli investigatori in cui Lo Verde se la prende con un'insegnante: "Infatti la R... non ne ha messi sempre 9? Sempre 9 ne ha messi, quindi 11... per 3,33, per 3,47 quanto fa? Fa 114 euro per 10 incontri, fa 1.045 euro... Quindi noi abbiamo appizzato 1.045 euro! Grazie alla R...!". In altri termini, questa è l'ipotesi, minore sarebbe stato il numero degli alunni partecipanti e più basso sarebbe stato l'incasso per i vertici della scuola. Un motivo in più per far figurare più ragazzi tra i partecipanti.

Le tangenti pagate in iPhone e i capricci del vice: "Volevo il 13 Pro..."

"Non essendo stata formulata alcuna contestazione sul punto - afferma il gip - appare necessario rinviare all'informativa per ogni approfondimento che chiarisca l'entità delle condotte perpetrate dagli apicali di un ente il scopo istituzionale è, fra gli altri, quello dell'educazione alla legalità di giovani che si formano in contesti disagiati e per i quali la scuola è, spesso, l'unica speranza di un futuro migliore". Cioè, questo vuole venga chiarito il giudice, quanto avrebbero incassato in questo modo gli indagati?

Il Whatsapp e la denuncia: "Gestione torbida", altri 9 indagati

L'inchiesta è tutt'altro che chiusa, dunque, e si stanno facendo tanti accertamenti. Oltre ai tre arrestati, sono coinvolte almeno altre 9 persone, tra insegnanti e collaboratori. Finora è venuto fuori che la preside (poi sospesa) si sarebbe appropriata anche del cibo destinato alla mensa degli studenti, trasformando il suo ufficio in una dispensa, dalla quale avrebbe attinto non solo per la "spesa" quotidiana, ma anche in occasione del Festino e prima di una vacanza al mare a San Vito Lo Capo. Non solo. Secondo l'accusa, Lo Verde e Agosta avrebbero ricevuto almeno 3 iPhone da Conigliaro (facendo pure capricci sui modelli) per assicurare a quest'ultima la fornitura di dispositivi tecnologici nella scuola.

Il sindacato con la preside: "No alla condanna mediatica"

Durante gli interrogatori di garanzia, i tre hanno deciso - com'è loro diritto - di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice. L'avvocato di Lo Verde, Ninni Reina, ha precisato che questa scelta "non è un modo per sottrarsi alle domande dei magistrati", ma un modo per avere il tempo di leggere gli atti e poter fornire una spiegazione alle varie contestazioni e per poter chiarire la posizione della preside.

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