Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca

Rimini, tentano colpo facendo esplodere il bancomat: arrestati 2 palermitani

Sono finiti in manette insieme a un bolognese per tentato furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale, detenzione di sostanze esplodente. Caccia ad altri due complici

Due palermitani catturati dopo aver cercato di portare a termine un colpo in banca facendo esplodere il bancomat e un folle inseguimento. Alle prime luci dell’alba gli agenti delle volanti della Questura di Rimini hanno arrestato i componenti di una banda responsabile del fallito colpo commesso ai danni di una banca della strada consolare per San Marino. In manette tre uomini di 46 anni, 36 e 32 anni, due di origini palermitane e l’altro nato a Bologna, tutti rinchiusi in carcere in attesa della decisione dell’autorità giudiziaria.

I poliziotti erano impegnati in uno specifico servizio voluto e organizzato dal Questore di Rimini, Maurizio Improta, al fine di contrastare proprio il fenomeno dei furti ai bancomat mediante il sistema dell’esplosivo. Tali servizi, che riguardano l’intero territorio della provincia, si intensificano proprio in corrispondenza di alcune giornate della settimana e di alcune zone del territorio – Rimini mare, Rimini monte, Santarcangelo e Riccione e Coriano – che assumono una rilevanza strategica per i malfattori, anche in considerazione della facilità nel raggiungere agevolmente vie di fuga o di far perdere le proprie tracce.

Erano circa le 5 del mattino, quando gli operatori hanno sentito provenire dalla sala operativa una nota relativa a un’esplosione sulla strada consolare per San Marino nei pressi di una bancomat. Gli equipaggi della polizia, che erano già nelle immediate vicinanze, sono intervenuti sul posto per verificare quanto segnalato, verificando la presenza di un’auto di grossa cilindrata con cinque persone a bordo che alla vista degli agenti hanno tentato di guadagnarsi la via di fuga. Per impedirlo i poliziotti hanno tentato di bloccare l’auto con la propria volante, ma i malviventi, non volendosi arrendere, hanno speronato l’auto della polizia mandandola in testa coda contro un marciapiede.

Gli operatori della volante, fortunatamente non feriti, a quel punto sono scesi immediatamente dalla vettura precipitandosi verso la banda che, continuando la sua corsa, ha tentato di speronare anche un’altra auto del reparto Prevenzione crimine sopraggiunta in ausilio. Nell’istante in cui quell’auto dei fuggitivi si stava fermando due soggetti a bordo della stessa hanno aperto le portiere e si sono dati alla fuga a piedi. Le altre tre persone in macchina, hanno tentato anch’esse di uscire dal veicolo, ma non hanno fatto i conti con gli agenti. Gli agenti, infatti, dopo aver notato che il veicolo si stava muovendo in retromarcia colpendo la parte anteriore sinistra della vettura di servizio, hanno esploso in aria alcuni colpi, al fine di scongiurare un’eventuale reazione armata da parte dei malfattori.

A questo punto i tre soggetti, trovando ormai preclusa ogni possibilità di fuga, hanno desistito da ogni altro tipo di gesto e sono stati fatti uscire uno alla volta dalla vettura. Insieme agli operatori della Squadra Mobile sono quindi iniziate anche le perquisizioni che hanno consentito di rinvenire all’interno dell’auto e sequestrare numerosi cavi elettrici, batterie tipo “stilo” e altre batterie utilizzate per gli utensili da lavoro, prese di corrente “femmina” nonché passamontagna, cappellini, vari capi di abbigliamento (usati solitamente in questi casi al fine di eludere il possibile riconoscimento), due targhe (una anteriore e una posteriore, situate nel bagagliaio), alcune forbici, ricetrasmittenti e materiale esplosivo fabbricato e confezionato appositamente per essere utilizzato per mettere a segno i colpi. Trovata e sequestra anche una pistola priva di tappo rosso.

I primi accertamenti hanno consentito anche di trovare, lungo diverse direttrici, altre auto - nella disponibilità degli arrestati - che presumibilmente dovevano servirsi come auto d’appoggio o come auto per coprirsi la fuga dopo aver messo a segno i colpi. I tre, condotti in Questura per accertamenti, sono stati tratti in arresto per tentato furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di sostanze esplodente. Già dalle prime ore di questa mattina la Squadra Mobile di Rimini, diretta da Massimo Sacco, è impegnata con i numerosi accertamenti diretti a rintracciare gli altri complici che hanno partecipato al colpo di domenica mattina, complici che hanno ormai le ore contate, nonché per individuare gli eventuali altri "colpi" già realizzati dagli arrestati (e dai loro complici).

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