Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Aggredisce a morsi gli agenti, nigeriana finisce in carcere

La donna, 21 anni, è accusata di tratta di persone: insieme al marito avrebbe costretto una connazionale quindicenne a prostituirsi in Italia ingannandola con false promesse. Più volte ha tentato la fuga dal centro d’accoglienza dov’era ai domiciliari

Ha tentato l’ennesima evasione dal centro di prima accoglienza dove si trovava ai domiciliari. Poi, una volta arrestata, ha preso a morsi gli agenti che l’avevano bloccata prima che riuscisse a compiere “atti di autolesionismo”. Una nigeriana è stata condotta al carcere di Pagliarelli. La donna era stata arrestata insieme al marito per aver costretto una connazionale quindicenne a prostituirsi in Italia ingannandola con false promesse.

Roland Sammy Happyness, 21 anni, è accusata di aver raggirato la ragazza, giunta il 15 giugno al porto di Palermo insieme ad altri quattro connazionali, che aveva raccontato a due donne dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni di essere finita, dopo un lungo calvario vissuto per anni, nelle mani di una coppia di aguzzini che l'hanno costretta a prostituirsi.

“Gli agenti – si legge in una nota della Questura - contattati dalle due collaboratrici dell'Oim, avevano  avviato le indagini e individuato gli autori del raggiro. Roland ed il suo compagno, le avevano offerto generosamente, di pagare per lei il prezzo del viaggio, trentamila euro a loro dire (anziché i mille che effettivamente avevano pagato e che naturalmente si guardavano bene dal farle sapere), dandole la possibilità di restituire la somma  più in là, prostituendosi in  Italia. Per incoraggiarla ad accettare la loro ‘allettante’ proposta le avevano detto che in Italia ci si poteva prostituire in alberghi dove alcuni medici controllano lo stato di salute dei clienti”.

Una volta in Italia i due, però, non avevano esitato a trasformare la generosità in minacce, soprattutto quando si sono resi conto che la ragazza aveva compreso che ciò che le era stato promesso era una menzogna. Su disposizione del gip lo scorso luglio, Roland è stata posta agli arresti domiciliari presso una struttura di accoglienza.

La giovane donna più volte è evasa dalla struttura, senza riuscire mai a far perdere le proprie tracce. In questi mesi la ventunenne avrebbe mostrato atteggiamenti di ribellione e disinteresse verso il figlio che le è stato sottratto dagli organi competenti. Martedì scorso l'ennesimo tentativo di fuga. Dopo esser evasa dal centro di prima accoglienza, è stata anche questa volta rintracciata dai poliziotti ma ha cercato di opporsi all'arresto, insultando e aggredendo fisicamente gli agenti ai quali ha lanciato una scrivania. Poi, in stato d'ira e senza controllo, ha cercato di procurarsi delle ferite. Gli agenti hanno anche ricevuto morsi e graffi. I medici del 118 intervenuti hanno sedato la donna e riportato la calma.

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