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Lunedì, 16 Maggio 2022
"Codice rosso"

"Mi ha picchiato e ha cercato di affogarmi in mare": donna denuncia il compagno e lo fa arrestare

Il gip ha disposto il carcere per un tunisino di 27 anni che - stando al racconto della vittima - l'avrebbe costretta a prostituirsi per potersi comprare il crack. Dopo una delle ultime aggressioni, nella zona del porticciolo di Sant'Erasmo, lei avrebbe finalmente trovato il coraggio di aprirsi e denunciare tutto alla polizia

Avrebbe maltrattato e aggredito la compagna rendendole la vita impossibile, costringendola a prostituirsi e a consegnargli i soldi che sarebbero serviti per comprare il crack. In un’occasione, neanche venti giorni fa, l’avrebbe picchiata nella zona del porticciolo Sant’Erasmo, l’avrebbe trascinata fino al mare e poi le avrebbe messo la testa sott’acqua cercando di affogarla per minacciarla e spaventarla. Praticamente un pestaggio dopo cui era finita in ospedale con un "trauma cranico, facciale e toracico giudicato guaribile in 25 giorni". La polizia ha eseguito un’ordinanza firmata dal gip Donata Di Sarno che ha disposto il carcere per H.C., tunisino di 27 anni rinchiuso ora al Pagliarelli e accusato di maltrattamenti, lesioni aggravate ed estorsione ai danni della convivente.

L’attività d’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Luisa Bettiol, è stata avviata dopo la denuncia presentata dalla compagna del tunisino, una palermitana di qualche anno più grande che ora si trova in una struttura protetta. La donna era riuscita finalmente ad aprirsi e confidarsi una decina di giorni fa, in occasione di un intervento delle volanti dell’Upg nella zona della stazione centrale. I due avevano avrebbero avuto un’accesa discussione, a pochi giorni dall’episodio del porticciolo di Sant’Erasmo, e anche quella volta lui l’avrebbe picchiata. L’ennesima aggressione di una relazione diventata tossica per lei, costretta a vendere il proprio corpo per girare a lui i ricavi.

Le indagini delegate dalla Procura al personale del commissariato Brancaccio hanno seguito il percorso prioritario previsto nei casi di “codice rosso” che, in poco tempo, ha consentito di acquisire un quadro accusatorio giudicato sufficiente dal giudice per le indagini preliminari per firmare il provvedimento cautelare eseguito alcuni giorni fa. Dagli accertamenti eseguiti è emerso inoltre che il 27enne, al momento dell’arresto, fosse già sottoposto a un divieto di avvicinamento nei luoghi frequentati da un’altra donna, la sua ex compagna, per i presunti maltrattamenti e le condotte persecutorie che avrebbe messo in atto anche nei suoi confronti.

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