Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Cinisi

Convalidato l'arresto del figlio del boss Badalamenti: resta in cella, venerdì l'interrogatorio

Per i giudici c'è il pericolo di fuga, anche se il secondogenito incensurato del mafioso di Cinisi non si è finora mai nascosto. L'input per la cattura è partito dalla Dia: inizialmente le ricerche del Brasile non erano state estese all'estero. Non è chiaro cosa gli venga precisamente contestato. La difesa si opporrà all'estradizione

La Corte d'appello presieduta da Mario Fontana ha convalidato l'arresto di Leonardo Badalamenti, figlio incensurato di Gaetano, storico boss di Cinisi. I giudici - ravvisando il pericolo di fuga - hanno applicato la custodia cautelare in carcere. Per venerdì è stato invece fissato l'interrogatorio. 

L'input per l'arresto di Badalamenti è partito dall'Italia e proprio dalla Dia: il mandato di cattura dell'autorità giudiziaria di San Paolo del Brasile, infatti, inizialmente non era internazionale e le ricerche erano state limitate al Paese sudamericano, nonostante il "ricercato" fosse un cittadino italiano. Sono stati gli inquirenti palermitani, che sapevano del rientro a Castellammare del Golfo di Badalamenti, a segnalarlo al Brasile. Per la verità, il secondogenito del mafioso non si è mai nascosto ed ha persino partecipato in questi mesi a diverse udienze al palazzo di giustizia, dove la Corte d'Assise si doveva pronunciare sulla restituzione di alcuni beni sequestrati.

Cosa contesti esattamente il Brasile a Badalamenti - finora incensurato e assolto in via definitiva nell'unico processo instaurato anni fa contro di lui in Italia - non è ancora del tutto chiaro. Potrebbe essere una condanna divenuta definitiva - forse a cinque anni, quasi certamente per droga - relativa ad un procedimento che risalirebbe ad oltre un decennio fa. Ma potrebbe essere anche altro. Neanche i suoi avvocati, Vito e Antonino Ganci, conoscono nel merito le accuse e quando gli investigatori lo hanno arrestato ieri sera in mano avevano di fatto solo il numero di un provvedimento, senza conoscerne nel dettaglio il contenuto. Gli atti in queste ore sono stati inviati alla Procura generale e dovranno anche essere tradotti dal portoghese.

Non è neppure chiaro a quando risalga il mandato di arresto brasiliano: Badalamenti è infatti ritornato un paio d'anni fa dal Sud America in provincia di Trapani, dove vive l'anziana madre, e allora ha potuto lasciare il Brasile senza alcun problema (cosa che sarebbe stata difficile, se non impossibile, se il mandato di cattura fosse già stato spiccato in quel momento). Inoltre, dai controlli al casellario giudiziale compiuti dai suoi legali appena alla fine di gennaio non sarebbero risultati carichi pendenti. 

La cosa certa per ora è che venerdì Badalamenti sarà interrogato. Poi - entro un mese - la Corte d'Appello dovrà fissare il procedimento per l'estradizione. Alla quale - lo preannunciano i difensori - Badalamenti si opporrà. I giudici dovranno stabilire se vi siano i requisiti per consegnare eventualmente l'arrestato al Brasile, dove peraltro in queste settimane imperversa l'epidemia di Covid-19.

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