Arresto Helg, l'ordine degli ingegneri valuta la costituzione di parte civile

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

L’ordine degli Ingegneri della provincia di Palermo ha dato mandato all’avvocato Fausto Amato di seguire l’indagine aperta dalla Procura della Repubblica nei confronti di Roberto Helg per valutare la costituzione di parte civile. Lo ha deliberato il consiglio dell’ente prendendo atto del danno subito dall’Ordine per i fatti che hanno determinato l’arresto del presidente della Camera di commercio di Palermo con l’accusa di estorsione.

L’Ordine è infatti tra i sottoscrittori del Patto per la legalità promosso proprio dall’istituzione camerale nel luglio del 2013, un documento mirato, fra l’altro, a contrastare l’impatto negativo della criminalità economica sul libero mercato dei beni e dei servizi e a favorire la diffusione dei mezzi legislativi di sostegno a chi denuncia usure o estorsioni. Nell’ottobre 2014 l’Ordine degli ingegneri ha anche partecipato al gazebo della legalità, evento organizzato a Palermo dalla Camera di commercio.
 
“Si tratta di una decisione inevitabile – commenta Giovanni Margiotta, presidente dell’ordine – perché negli ultimi anni abbiamo fatto tanto per contribuire all’affermazione della cultura della legalità, anche al nostro interno, per esempio conducendo proprio da Palermo una campagna che nel 2014 si è conclusa con l’inserimento nel nostro codice deontologico nazionale di norme specifiche per colpire disciplinarmente tutte le forme di contiguità tra professionisti e criminalità, anche quelle indirette o potenziali. Alle iniziative della Camera di commercio avevamo aderito con entusiasmo e i fatti portati alla luce dall’inchiesta dei giorni scorsi rappresentano per noi un danno molto grave. La conseguenza, logica e coerente, non può che essere la scelta operata dal consiglio, che siamo anche pronti a portare avanti insieme con gli altri firmatari del protocollo che dovessero condividerla”.
 
 

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