Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca Monreale

Minacce al "cliente" che non gli ha pagato la droga: arrestato un ventenne a Monreale

In manette un giovane che avrebbe provato a entrare in casa di un coetaneo per riscuotere una somma di denaro. La vittima della tentata estorsione ha chiamato il 112 e i militari si sono appostati in attesa che il pusher tornasse. Addosso aveva crack, contanti e una prepagata dell'altro ragazzo, "sequestrata" a titolo di garanzia per il debito

Avrebbe fatto “visita” a un coetaneo per riscuotere il pagamento di una partita di droga, ma appostati vicino casa c’erano i carabinieri pronti ad attenderlo. Un ragazzo di 20 anni, Giuseppe Giappone, è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Monreale con l’accusa di tentata estorsione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti: addosso aveva crack e contanti.

Secondo quanto ricostruito l’indagato sarebbe andato dal "cliente" - un 26enne - che poi ha chiamato il 112 segnalando che qualcuno aveva provato a entrare in casa sua. “I militari hanno appurato che la vittima - si legge in una nota - conosceva il presunto autore del fatto e che proprio il ventenne, dopo contatti telefonici avuti nel frattempo con il 26enne, sarebbe tornato nel giro di poco per riscuotere il pagamento di una partita di droga”.

I carabinieri si sono quindi nascosti attendendo che Giappone tornasse. Dopo averlo identificato e perquisito, ricostruiscono gli investigatori, il ventenne è stato trovato in possesso di 24 dosi di crack, 600 euro in banconote e monete di vario taglio e una carta prepagata. Secondo quanto accertato si trattava di una carta che avrebbe sottratto al 26enne qualche giorno prima a titolo di risarcimento per un debito di droga.

Insieme a Giappone c’era anche un 48enne che è stato denunciato per porto ingiustificato di arma dopo essere stato trovato in possesso di un bastone di legno. Il gip di Termini Imerese ha convalidato l’arresto del ventenne disponendo per lui la misura cautelare degli arresti domiciliari. La droga sequestrata sarà campionata e analizzata nei laboratori del Lass dei carabinieri.

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