Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Case a prezzi stracciati in centro e pratiche per risarcimenti fantasma: tutti gli imbrogli del finto avvocato

Maria Grazia Caggegi, 53 anni, finita ai domiciliari per truffa, avrebbe raggirato 8 persone dal 2019. In tutto avrebbe intascato mezzo milione per la vendita di immobili nella zona elegante della città, per far ottenere mutui agevolati o indennizzi per "cancellare" falsi precedenti penali e persino per un naufragio di 40 anni fa

Appartamenti a prezzi stacciati - perché acquistati nell'ambito di aste fallimentari - in alcune delle strade più eleganti della città (via Catania, via Siracusa, via delle Magnolie e via Giusti) o nella prima periferia (via Uditore). Ma anche risarcimenti per danni patiti 40 anni fa o per un caso di presunta malagiustizia, nonché una pratica per ottenere la pensione d'invalidità dall'Inps in favore di una ragazzina disabile. Maria Grazia Caggegi, 53 anni, finita stamattina ai domiciliari sarebbe stata - a suo dire - veramente competente in tanti campi e, anche millantando conoscenze in Procura e in tribunale, secondo l'accusa, nonché spacciandosi per avvocato, sarebbe stata particolarmente convincente. Tanto da riuscire a truffare otto persone che complessivamente le avrebbero consegnato, dal 2019 all'inizio di quest'anno, oltre mezzo milione per i suoi presunti "servigi".

La "dirigente", gli incontri con i "colleghi" e il notaio

Il gip Rosario Di Gioia, che ha accolto la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pm, ha disposto il sequestro preventivo di oltre 160 mila euro, ritenuti il provento del presunto imbroglio. Dalle pieghe dell'ordinanza emerge che l'indagata, per essere ancora più convincente, avrebbe fatto confermare il suo ruolo e le sue competenze ad un'altra donna (indagata pure lei, ma poi deceduta), presentandola come sua dirigente, e organizzato incontri con le presunte vittime alla presenza di "colleghi di studio" e pure di un notaio. Non solo. Caggegi in passato avrebbe già subito dei provvedimenti per il suo comportamento, ma questo non le avrebbe impedito di continuare. Ed è uno dei motivi per i quali il giudice ha ritenuto di sottoporla agli arresti domiciliari.

Le presunte amicizie in Procura e in tribunale

A un uomo Caggegi avrebbe proprosto l'acquisto di un appartamento prima in via Catania 3 e poi di altri 7 in via Giusti e in via Siracusa, facendosi consegnare 251 mila euro il 16 dicembre del 2019. La donna avrebbe inviato documenti (visure, planimetrie ecc.) e anche sostenuto di avere prestigiosi incarchi come consulente della Procura e dell'ufficio Esecuzioni del tribunale, nonché conoscenze dirette con magistrati in servizio negli stessi uffici. Tutte cose che avrebbero rassicurato chi sarebbe cascato nella truffa.

Il risarcimento fantasma per un naufragio di 40 anni fa

A una coppia Caggegi avrebbe raccontato che avrebbe potuto rinegoziare il suo mutuo, estinguere ipoteche e ottenere la cancellazione dalla centrale dei rischi, sempre vantando conoscenze all'interno degli uffici giudiziari, e si sarebbe fatta consegnare 73.755 euro, il 23 settembre scorso. La donna si sarebbe anche fatta carico di un fantomatico risarcimento legato ad un naufragio avvenuto 40 anni fa, sempre millantando amicizie e conoscenze in grado di intercedere: così un altro uomo le avrebbe consegnato 15.956 euro il 29 luglio scorso.

La casa, i falsi precedenti penali e la pensione di invalidità

In un altro caso, l'indagata si sarebbe presentata come avvocato ed esperta in aste giudiziarie, proponendo l'acquisto di immobili in via Uditore 223/225 a prezzi sempre stacciatissimi, ma poi avrebbe sostenuto l'impossibilità di procedere perché le presunte vittime, una coppia col figlio, avrebbero avuto una serie di problemi da risolvere prima. Ovvero ottenere la cancellazione di (false) iscrizioni ipotecarie e di "eliminare" (falsi) precedenti penali. In quest'ultimo caso, Caggegi si sarebbe fatta carico anche di una pratica assicurativa per ottenere un risarcimento (fantasma) legato alla ingiusta sottoposizione alle indagini. Inoltre, si sarebbe offerta - sempre sostenendo di avere "gli agganci giusti" - di occuparsi della pratica per l'invalidità di una delle figlie minorenni della coppia. Per tutti questi presunti servizi le sarebbero stati versati 129.986 euro a novembre scorso.

Il mutuo agevolato per l'abitazione in via delle Magnolie

L'ultimo presunto imbroglio risalirebbe al primo marzo scorso, quando l'indagata avrebbe raccontato di poter far ottenere un mutuo agevolato ad una coppia per l'acquisto di due appartamenti in via delle Magnolie e in via Catania, ancora una volta vantando conoscenze in tribunale. Marito e moglie le avrebbero consegnato 34.100 euro. L'uomo ha riferito di aver conosciuto Caggegi tra 2019 e 2020 quando uno dei figli della donna frequentava la scuola dove lui era vicepreside. Con la moglie aveva deciso di acquistare un immobile all'asta giudiziaria e, sapendo che l'indagata aveva un'agenzia immobiliare in via Noto, dove diceva di occpuarsi proprio di vendite all'asta, si era rivolto a lei. Tra settembre e ottobre scorsi Cageggi avrebbe mostrato diverse casa da acquistare, dicendo ai due che avrebbero potuto fare un mutuo a condizioni agevolate. Per questo la coppia avrebbe fatto diversi bonifici in favore di Cageggi, anche in vista dell'acquisizione della casa in via delle Magnolie 58. Tra gennaio e marzo scorsi, l'indagata avrebbe chiesto versamenti anche in favore della sorella e sollecitato la consegna di 5 mila euro in contanti, che le presunte vittime però non le avrebbero dato.

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