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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Libertà / Via Duca della Verdura

Spaccia marijuana davanti al Vittorio Emanuele III, arrestato

In manette il 26enne Vito Lo Giudice, colto in flagrante dopo aver ceduto 4 grammi di marijuana a un 18enne. Durante la perquisizione domiciliare è stato riscontrato un allaccio abusivo alla corrente elettrica: nei guai anche il padre di 50 anni

Sorpreso a vendere marijuana a pochi passi dall'istituto tecnico "Vittorio Emanuele III". I carabinieri hanno arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti il palermitano Vito Lo Giudice, 26 anni, volto noto alle forze dell’ordine, con l’aggravante di aver commesso il fatto vicino a un istituto scolastico. E’ stato pedinato per un po’, sino a quando i militari non lo hanno bloccato dopo che aveva ceduto 4 grammi di marijuana a un diciottenne, poi segnalato all’Ufficio territoriale del governo quale assuntore.

“I carabinieri - spiegano dal Comando - da giorni stavano monitorando l’area con complicati servizi di osservazione vista la presenza di numerosi studenti e passanti, quando hanno notato un giovane aggirarsi con fare sospetto in via Duca della Verdura”. Il 26enne è stato fermato e perquisito: addosso aveva altri 3 grammi di marijuana e 21 euro, ritenuti provento dell’attività illecita. Successivamente i militari hanno documentato e segnalato in Prefettura alcuni minori, fermati vicino allo stesso istituto tecnico-industriale, trovati anche loro in possesso di qualche grammo di stupefacenti.

Subito dopo i militari hanno voluto perquisire anche l’abitazione del giovane pusher. Così facendo si sono imbattuti nel padre del ragazzo, Giovanni Lo Giudice (50 anni): l’uomo è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica. Durante il controllo nell’abitazione, infatti, i carabinieri hanno notato un “salvavita apparentemente autonomo - spiegano dal Comando - rispetto al contatore generale, chiedendo l’intervento di personale dell’Enel. Giunta sul posto una squadra di tecnici verificatori è stato accertato l’allaccio abusivo alla rete pubblica con l’abbattimento dei consumi del 50%”. Entrambi sono stati giudicati con rito direttissimo, al termine del quale sono stati convalidati gli arresti: il 26enne è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, mentre il padre è stato liberato.

“I controlli antidroga - spiegano dal Comando - rientrano in un programma più ampio di contrasto al dilagante fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani. L’Arma, nell’ambito del progetto per la cultura della legalità, interviene anche con incontri nelle scuole della provincia, spesso su richiesta degli stessi dirigenti scolastici e dei genitori, con lo scopo di informare i giovani sulla pericolosità delle droghe sulla salute e sulle conseguenze previste dal legislatore”.

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