Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

La versione dello chef arrestato: "Non sono uno spacciatore, ho solo fatto un favore a qualche amico"

Dopo essere nuovamente finito ai domiciliari, Mario Di Ferro sarà interrogato giovedì prossimo e "chiarirà la sua posizione", come spiega il suo avvocato. Non nega le cessioni di cocaina, ma "non ho mai guadagnato un euro, ho sbagliato..."

"Non sono uno spacciatore e non ho mai guadagnato un euro, ho solo fatto una cortesia a qualche amico e ho sbagliato". E' questa la posizione dello chef Mario Di Ferro, finito ai domiciliari ieri con l'accusa di aver spacciato cocaina a una "clientela selezionata" nel suo ristorante a Villa Zito. L'indagato, difeso dall'avvocato Claudio Gallina Montana, è pronto a chiarire ogni cosa nell'interrogatorio davanti al gip Antonella Consiglio, che è stato fissato per giovedì prossimo.

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In base alla versione di Di Ferro, dunque, quella al centro dell'inchiesta della squadra mobile, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dal sostituto Giovanni Antoci, sarebbe una storia semplice, dietro alla quale non si nasconderebbe nessun segreto da svelare: lo chef avrebbe fatto il favore di procurare dosi di droga a "quattro, cinque amici", che avrebbero avuto il suo stesso vizio. Nessun intento di arrotondare con lo spaccio, quindi, questa è la linea difensiva. Tra gli "amici" ci sarebbe stato anche l'ex senatore Gianfranco Miccichè, che non è indagato ed ha pure respinto l'ipotesi di aver ottenuto cocaina dallo chef, col quale i rapporti - sono legati da una lunga amicizia - si sono improvvisamente e totalmente interrotti all'inizio di aprile, quando Di Ferro era stato arrestato una prima volta.

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L'inchiesta sul presunto giro di cocaina a Villa Zito è nata per caso, nell'ambito di un procedimento per mafia, dove lo chef sarebbe stato intercettato perché avrebbe avuto contatti "con un esponente di spicco di Cosa nostra" col quale avrebbe dovuto avere "un appuntamento riservato". Un'indagine, coordinata dall'aggiunto Marzia Sabella, totalmente coperta dal segreto investigativo e di cui neanche Di Ferro sarebbe a conoscenza: "Non ha ricevuto alcun avviso di garanzia", precisa il suo avvocato.

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