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"I poliziotti mi tartassano e mi rubano gli spicci", tutto falso: arrestato posteggiatore

Stanco dei controlli un uomo, che svolgeva la sua attività davanti al cimitero dei Rotoli, ha denunciato gli agenti nel tentativo di screditarli e indebolire le accuse nei suoi confronti. Intercettazioni e riprese hanno però dimostrato il contrario

Si sentiva tartassato dagli agenti che secondo lui avrebbero fatto carte false per fargli passare i guai, ma le indagini della sezione Anticorruzione non avrebbero fatto emergere alcuna anomalia. La polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per il reato di calunnia nei confronti di un parcheggiatore abusivo, Francesco Paolo Fatuzzo, a seguito della richiesta avanzata al gip dai sostituti procuratori della Repubblica Chiara Capoluongo e Francesco Gualtieri sotto il coordinamento dell’aggiunto Sergio Demontis.

Il "professionista della sosta" svolgeva la sua attività davanti al cimitero dei Rotoli fino a quando non ha ritenuto di essersi trovato "costretto" a sporgere denuncia contro due poliziotti che secondo lui lo avevano sottoposto a un numero di controlli esagerato. "Aveva denunciato - spiegano dalla Questura - che uno degli agenti, per perseguitarlo, lo sottoponeva a diverse perquisizioni costringendolo a firmare verbali nei quali si indicavano somme sequestrate inferiori a quelle reali". Il resto, secondo lui, se lo intascavano i poliziotti.

In altre circostanze ha denunciato di essere stato portato in una spiaggia per una perquisizione con modalità "lesive del decoro e della sua dignità" e di aver subito ingiurie e minacce dagli uomini in divisa perché, in alcune occasioni, non sarebbero riusciti a sottrargli il denaro. Poi ha sostenuto che sarebbero arrivati a introdurre un cacciavite all’interno della sua auto con l’intento di denunciarlo falsamente per porto abusivo di armi. Ma tutto ciò sarebbe risultato privo di fondamento grazie.

"L’attività investigativa svolta tra intercettazioni e videoriprese - concludono dalla Questura - ha dimostrato come Patuzzo abbia consapevolmente accusato i poliziotti pur sapendo che fossero innocenti in quanto era convinto che così facendo sarebbe riuscito a minare la loro credibilità e indebolire l’accusa mosse contro di lui in un processo che lo vedeva imputato per i reati di resistenza e oltraggio pubblico ufficiale a seguito di un intervento condotto proprio dai predetti operatori di polizia".

Dalle investigazioni condotte non è emerso alcun elemento di riscontro sugli abusi commessi nei confronti del Patuzzo che, invece, per perseguire il suo fine avrebbe proposto del denaro a una sua conoscente in cambio della sua falsa testimonianza durante il processo in cui era imputato.

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