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L'abitazione occupata abusivamente (due volte)

L'abitazione occupata abusivamente (due volte)

Occupa abusivamente e ruba la luce, il giudice lo rimanda nella casa violata

Protagonista della storia un palermitano, che ha scontato 6 mesi di domiciliari in un’abitazione dove aveva sfondato la porta per entrare. Dopo l’ennesimo arresto il giudice lo ha rimesso a domiciliari proprio in quella casa. Il proprietario: “Se mi fossi opposto avrei ostruito l’esecuzione di una sentenza”

Viene arrestato per furto di energia e il giudice lo rispedisce ai domiciliari nella casa che aveva occupato abusivamente. Protagonista della storia un palermitano 31enne, Timon Tarantino, uscito dopo un anno dal carcere dove stava scontando una condanna per rapina e sottoposto alla misura cautelare. Non avendo una casa, né di proprietà né in affitto, avrebbe fornito al giudice il domicilio di un’abitazione che conosceva e che sapeva fosse disabitata. Dopo la convalida dell’arresto per il furto di energia e il giudizio per direttissima, l’uomo è stato sottoposto nuovamente ai domiciliari dal giudice, laddove era entrato sfondando la porta. Il proprietario dell’immobile: "Sono sconcertato. Mi sono trovato costretto - racconta a PalermoToday - a togliere le catene messe dopo aver scoperto il tutto e permettergli di utilizzare casa mia perchè così era stato deciso in tribunale".

Per comprendere meglio i contorni della vicenda bisogna fare un passo indietro di sei mesi, quando l’avvocato del 31enne è riesciuto a ottenere la scarcerazione e la misura cautelare dei domiciliari. Al momento di dover indicare in quale abitazione scontare la pena, Tarantino ha fornito l’indirizzo di un appartamento di piazzetta Bertolami, una traversa di via Perez. In quella palazzina, prima di finire in carcere, aveva affittato una casa. Ma essendo moroso il proprietario decise di sfrattarlo. Allora viveva al terzo piano e sapeva che quell’appartamento al piano di sotto, esteso per 250 metri quadrati, era disabitato e da ristrutturare. E così venne accompagnato a casa, ma allora nessuno pensò di controllare se quell’appartamento fosse il suo.

Sei mesi dopo l’inizio della misura cautelare alcuni agenti stavano facendo un controllo a "casa" di Tarantino, il quale ha perso tempo per aprire la porta nel tentativo di nascondere il suo ennesimo reato. I poliziotti, una volta accolti, hanno constatato l’allaccio abusivo alla rete elettrica, necessario per fornire energia all’appartamento. Lì dove non c’era il bagno ma c’erano un televisore, un lettore dvd e uno smartphone. “Mancando i servizi igienici - aggiunge il proprietario - l’uomo faceva i suoi bisogni in una stanza senza pavimento, dove c’era anche un po’ di terra che utilizzava per coprirli”. E non avendo dove smaltirli, a volte li lanciava dalla finestra, come confermato da alcuni residenti.

Dopo la direttissima, il giudice lo ha sottoposto ancora una volta ai domiciliari, facendo sì che gli agenti di polizia dovessero riportarlo proprio lì, in quella casa che il 31enne aveva occupato abusivamente sfondando una porta. "Sono stato contattato - conclude il legittimo proprietario di casa - e invitato ad aprire la porta d’ingresso che avevo sbarrato. Se non l’avessi fatto avrebbero potuto indagarmi per aver ostruito l’esecuzione di una sentenza. Verificherò in Questura e con il mio avvocato quali azioni legali intraprendere per rientrare in possesso della mia abitazione e non rischiare nulla per qualcosa che non è dipeso dalla mia volontà. Definire paradossale questa vicenda sarebbe riduttivo".

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