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Il palazzo di giustizia

Il palazzo di giustizia

Corruzione e impianti di biometano, funzionario regionale si difende: "Mai preso tangenti"

Marcello Asciutto, finito ai domiciliari lunedì, ha risposto alle domande del giudice durante l'interrogatorio di garanzia e ha respinto ogni accusa. Per la Procura avrebbe intascato 30 mila euro in cambio di "soffiate" su pratiche e autorizzazioni

Ha risposto alle domande del gip Guglielmo Nicastro ed ha negato categoricamente di aver intascato - come sostiene invece la Procura - una mazzetta da trentamila euro. Marcello Asciutto, funzionario della Regione, con l'assistenza dell'avvocato Michele De Stefani, si è difeso durante l'interrogatorio di garanzia. L'indagato era finito agli arresti domiciliari lunedì scorso per corruzione.

Secondo il procuratore aggiunto Paolo Guido ed il sostituto Gianluca De Leo, che coordinano l'indagine della Dia, Asciutto, 58 anni, avrebbe intascato la mazzetta in cambio di informazioni sulle pratiche e sulle autorizzazioni per i progetti di costruzione ed utilizzo di due impianti di biometano. In particolare, gli investigatori hanno fatto degli accertamenti sulle procedure legate alla realizzazione di impianti a Francofonte, in provincia di Siracusa, e nella zona di Calatafimi e Segesta, nel Trapanese.

Entrambi i progetti sarebbero stati proposti dalla cordata Arata-Nicastri, attraverso la Solgesta srl. Proprio Vito Nicastri, il "re dell'eolico", già finito al centro delle cronache giudiziarie, con le sue dichiarazioni avrebbe consentito di incastrare Asciutto. La tangente sarebbe stata peraltro consegnata attraverso un altro dipendente della Regione, Giacomo Causarano, già finito anche lui sotto inchiesta. 

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