Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Mazzetta da 30 mila euro per le soffiate sugli impianti di biometano, arrestato funzionario regionale

Il 58enne Marcello Asciutto è indagato per il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. Il denaro sarebbe stato pagato tramite Giacomo Causarano, già coinvolto nell'inchiesta che ruota attorno al "re dell'eolico", Vito Nicastri

Avrebbe intascato una mazzetta da 30 mila euro in cambio di informazioni sulle pratiche e sulle autorizzazioni per i progetti di costruzione ed esercizio di due impianti di biometano. La Direzione investigativa antimafia ha arrestato questa mattina un funzionario della Regione Siciliana, Marcello Asciutto, di 58 anni. Il gip ha disposto i domiciliari ritenendolo responsabile del reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio.

Sotto la lente le procedure autorizzative per gli impianti da realizzare a Francofonte, in provincia di Siracusa, e nel territorio di Calatafimi e Segesta, nel Trapanese. Entrambi i progetti erano stati "proposti dalla cordata Arata/Nicastri mediante la Solgesta srl". Il denaro sarebbe stato pagato "tramite" Giacomo Causarano, dipendente dell'assessorato regionale dell'Energia e dei servizi di pubblica utilità.

Nicastri, considerato il "re dell'eolico", nel 2015 aveva subito una confisca definitiva di beni da 1,3 miliardi di euro e nel 2018 era stato arrestato con l'accusa di avere finanziato la latitanza del superlatitante Matteo Messina Denaro e condannato in primo grado, nel 2019, a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

La misura cautelare arriva al termine di una indagine partita nel settembre 2017 e condotta nelle province di Trapani, Palermo, Roma e Milano. Gli uomini della Dia hanno inoltre perquisito l'abitazione e l'ufficio di Asciutto.

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