"Fino a 800 euro per avere una sepoltura ai Rotoli", arrestato ex direttore del cimitero

Ai domiciliari con le accuse di concussione e corruzione Cosimo De Roberto, che si era dimesso dopo gli avvisi di garanzia notificati a febbraio. I carabinieri: "Si adoperava per reperire illecitamente delle sistemazioni alle salme"

Le bare accatastate al cimitero dei Rotoli in attesa di sepoltura

Arrestato l’ex direttore del cimitero dei Rotoli. I carabinieri hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip del tribunale di Palermo a carico di Cosimo De Roberto, indagato per i reati di corruzione e concussione. "E' stato accertato che, dietro il pagamento di somme di denaro non dovute (fino ad 800 euro), si adoperava per reperire illecitamente - ricostruiscono dal Comando provinciale - delle sistemazioni per le sepolture, senza osservare il rigoroso ordine cronologico imposto dai regolamenti cimiteriali".

Già a febbraio scorso i militari del Nucleo investigativo avevano avviato le indagini per chiarire alcune circostanze che avrebbero avuto un peso nell’emergenza "esplosa" in estate al cimitero dei Rotoli, dove nel tempo si sono accumulate circa 500 bare in attesa di sepoltura. Al termine della prima fase investigativa i carabinieri hanno notificato 8 avvisi di garanzia per dipendenti comunali in servizio al camposanto di via Papa Sergio I e della Reset, provocando inoltre le dimissioni di De Roberto. L’emergenza ha avuto poi degli strascichi politici, portando successivamente anche alle dimissioni dell’ex assessore comunale Roberto D’Agostino.

Dopo aver perso un pezzo del suo governo, il sindaco Leoluca Orlando ha assunto la delega ai servizi cimiteriali nel tentativo di riportare la barca sulla giusta rotta. Il 24 luglio, quando D’Agostino aveva lasciato la Giunta comunale da appena una settimana, il primo cittadino è stato sentito come teste in Procura nel corso di una lunga audizione. Il tema al centro dell’indagine erano proprio l’emergenza cronica e le bare accatastate ai Rotoli. Secondo gli inquirenti, data la situazione, c'era il rischio che qualcuno avesse accettato dei soldi per trovare un posto anche a chi non ne avrebbe avuto diritto, stravolgendo così l'ordine naturale delle cose all'interno del camposanto.

“All’esito di un’articolata attività d’indagine, caratterizzata fra l’altro dagli approfondimenti investigativi conseguenti al rinvenimento di pratiche anomale all’interno degli uffici del cimitero, i carabinieri - concludono dal Comando provinciale - hanno documentato il verificarsi di condotte concussive e corruttive a carico del citato direttore dei cimiteri. Veniva inoltre evidenziata la gravissima situazione di degrado del cimitero cittadino, al cui interno le salme in attesa di sepoltura rimangono in giacenza per diversi mesi, causando problemi sotto il profilo igienico-sanitario”.

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