Caos all'ufficio immigrazione, poliziotto e mediatore presi a calci e pugni da un 24enne

Arrestato un giovane del Mali per i reati di resistenza, lesioni, minacce e violenza a pubblico ufficiale. I due feriti sono stati portati al pronto soccorso e dimessi con 9 e 10 giorni di prognosi. Assenzio (Usip): "Queste aggressioni non possono essere più tollerate".

L'ingresso dell'ufficio immigrazione di via San Lorenzo

Un poliziotto e un mediatore culturale colpiti con calci e pugni da un giovane cittadino del Mali. Mattinata di ordinaria follia all’ufficio immigrazione di via San Lorenzo dove lo scorso venerdì è stato arrestato un 24enne per aver seminato il caos all’ingresso degli uffici di polizia. Per lui è scattato l'arresto per i reati di resistenza, lesioni, minacce e violenza a pubblico ufficiale. L’agente e il mediatore feriti sono stati soccorsi e portati in ospedale dove i medici hanno riscontrato ferite ritenute guaribili in 9 e 10 giorni.

Se da una parte sembra essere chiara la dinamica dell'accaduto, dall'altra non si conoscono le ragioni di questo scatto di ira. "Dopo l’apertura del cancello principale - ricostruisce il segretario generale provinciale Usip Palermo, Giovanni Assenzio - il 24enne ha scavalcato le transenne per avventarsi con violenza contro il personale addetto alle pubbliche relazioni aggredendolo alle spalle, afferrandolo al collo e percuotendolo con pugni in testa. Nel frattempo altro personale dell’ufficio immigrazione è intervenuto cercando di bloccarlo ma senza riuscire nell’intento".

L’aggressore, secondo quanto accertato, è riuscito a resistere ai tentativi degli agenti di immobilizzarlo divincolandosi dalla loro presa e rispondendo ancora con una raffica di calci e pugni. "Gli agenti - continua la nota dell’Usip - durante tali concitati momenti cadevano per terra e nella circostanza lo straniero colpiva al viso e al corpo un poliziotto che riportava vistose ferite alla testa".

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Con non poca fatica il 24enne del Mali è stato bloccato e trasportato dal personale delle volanti presso le camere di sicurezza, dopo un trattamento con l’utilizzo di spray urticante per "dissuaderlo ad opporre ulteriore resistenza". "Le continue aggressioni che stiamo registrando nei confronti del personale in divisa - commenta Assenzio - non devono e non possono più essere tollerate. C’è la necessità che la politica dia un chiaro segnale di attenzione dotando gli operatori della sicurezza di strumenti e regole di ingaggio chiare. Non possiamo ancora assistere ad episodi di violenza nei confronti di questi servitori dello Stato".

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