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Guardia di finanza

"Si fingeva avvocato e offriva case a prezzi vantaggiosi", agente immobiliare arrestata per truffa

Ai domiciliari Maria Grazia Caggegi, 53 anni. La donna avrebbe anche millantato conoscenze di rilievo al palazzo di giustizia per raggirare gli ignari clienti

Si sarebbe presentata da avvocato, pur non essendolo, e avrebbe millantato conoscenze di rilievo al palazzo di giustizia allo scopo di convincere i suoi clienti a versargli dei soldi che in teoria sarebbero dovuti servire a sbloccare delle pendenze relative all'acquisto di case. In realtà, secondo quanto ricostruito dalle indagini della guardia di finanza, era soltanto un sistema messo a punto dalla donna per commettere una serie di truffe non solo a Palermo, ma anche nelle province di Trapani e Messina. Con quest'accusa Maria Grazia Caggegi, 52 anni, agente immobiliare è stata posta agli arresti domiciliari questa mattina dalle fiamme gialle del comando provinciale di Palermo hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e patrimoniali emessa dal Gip presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura.

L’ingegnoso sistema avrebbe previsto che la donna, proponesse l’acquisto di immobili a prezzi o condizioni particolarmente vantaggiosi, mediante una fantomatica procedura all'incanto, da lei stessa denominata "procedura PQM".

Al fine di monetizzare in tempi rapidi, l’indagata avrebbe rappresentato inesistenti problematiche che ostacolavano l’assegnazione degli appartamenti. Tra le motivazioni più utilizzate che destavano anche preoccupazione agli ignari acquirenti, vi sarebbe stata la necessità di dover provvedere a cancellare sopraggiunte pendenze penali ovvero improvvise iscrizioni ipotecarie.

Attraverso questa procedura l’indagata sarebbe riuscita in brevissimo tempo ad ottenere oltre 160.000 euro in contanti, somma di cui l'autorità giudiziaria. ha disposto il sequestro preventivo. Le indagini svolte dai finanzieri avrebbero riscontrato quanto dichiarato dalle numerose testimonianze attraverso l’analisi di movimentazioni bancarie, acquisizioni documentali, nonché l’escussione dei querelanti.

Come epilogo delle indagini svolte, i finanzieri hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal gip che ha disposto oltre all’applicazione della misura della custodia cautelare degli arresti domiciliari, l'interdizione dall’esercizio di attività imprenditoriali per 12 mesi ed il sequestro di 164.000 euro quale profitto del reato ipotizzato.
 

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