Martedì, 23 Luglio 2024
Cronaca

"Traffico di centinaia di chili di hashish da rivendere nelle piazze della città": otto arrestati

Il blitz della squadra mobile nasce da un'inchiesta avviata nel 2019. Ad alcuni degli indagati, residenti per lo più tra lo Sperone e Brancaccio, viene contestata anche l'associazione a delinquere e lo smercio di oltre 3 tonnellate di "fumo". Sei sono in carcere, due - tra cui un cittadino tunisino - ai domiciliari

Avrebbero trafficato grossi carichi di hashish, in un caso addirittura di tre tonnellate, per smistarli poi nelle piazze di spaccio cittadine. La squadra mobile - su disposizione del gip Lirio Conti, che ha accolto la richiesta della Procura - ha per questo arrestato otto persone, alcune delle quali rispondono anche di associazione a delinquere e sono residenti tra Brancaccio e lo Sperone.

In manette e con la custodia cautelare in carcere sono finiti Giuseppe Urrata, di 35 anni, Rosario Tinnirello, 54 anni, Eduardo Ciotti, 41 anni (già detenuto), Giovanni Di Stefano, 56 anni, Lounis Youcef, algerino di 53 anni, Antonino La Vardera e Antonino Li Causi. Due di loro sono stati interrogati oggi pomeriggio, gli altri saranno sentiti dal giudice domani mattina. Un altro palermitano è finito invece agli arresti domiciliari.

L'inchiesta, che si basa anche su una serie di intercettazioni, è partita nel 2019 e i consistenti carichi di fumo sarebbero stati acquistati anche nel 2020. Nonostante il business decisamente fiorente, secondo la ricostruzione degli investigatori, non vi sarebbe stato alcun coinvolgimento di Cosa nostra nella compravendita di droga.

Il gruppo avrebbe avviato un florido canale di approvvigionamento di hashish, tramite Youcef, arrestato in provincia di Caserta e trovato in possesso di una pistola semiautomatica Beretta calibro 7.65. L'algerino è accusato di essere un trafficante internazionale, anche attraverso l’intermediazione di trafficanti napoletani. L’asse di approvvigionamento dello stupefacente, proveniente dal Marocco, tra la Spagna e l'Italia avrebbe garantito al sodalizio di rifornirsi di grosse quantità di hashish di ottima qualità con prezzi concorrenziali anche al fine di affrancarsi dagli usuali e storici canali di importazioni del "fumo", assumendo in tal modo una posizione di supremazia nel mercato illecito della droga.

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