Terremoto nella sanità, incontri segreti anche a Capo Gallo per consegnare le tangenti

Dall'inchiesta "Sorella Sanità" emerge che un'azienda romana per essere favorita avrebbe pagato mazzette per 228 mila euro con dei bonifici ad una ditta riconducibile a Giuseppe Taibbi. Questi avrebbe poi prelevato contanti da dare all'ex direttore dell'Asp di Palermo, Antonino Candela, in "riunioni riservatissime"

Incontri “riservatissimi”, anche a Capo Gallo, mai preannunciati per telefono ma sempre preceduti dal ritiro di denaro contante da parte di Giuseppe Taibbi, presunto intermediario dell’ex direttore generale dell’Asp di Palermo, Antonino Candela. I due sono stati arrestati assieme ad altre 8 persone con l’inchiesta “Sorella Sanità” della guardia di finanza. E' così, cioè attraverso presunte riunioni segrete e senza lasciare apparentemente tracce, che Taibbi avrebbe consegnato a Candela “il prezzo della corruzione”, ovvero la sua parte delle tangenti che sarebbero state versate dall’azienda romana “Tecnologie Sanitarie Spa” di altri due arrestati, Roberto Satta e Francesco Zanzi, per essere favorita in un appalto da oltre 17 milioni.

Mazzette in bonifici e contanti

Gli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Giovanni Antoci e Giacomo Brandini, hanno ricostruito come le presunte mazzette sarebbero state pagate in prima battuta alla “Medical System Srl”, riconducibile a Taibbi. In particolare sono stati individuati 11 bonifici, dal valore oscillante tra i 15 mila ed i 27 mila euro, effettuati tra il 23 aprile ed il 12 novembre del 2018, per un totale di oltre 228 mila euro, dalla "Tecnologie Sanitarie Spa". Poi, sempre secondo l’accusa, Taibbi avrebbe consegnato una parte delle somme in contanti a Candela. “A fronte dell’emissione di fatture utilizzate quale schermo per giustificare lo spostamento di ingentissime somme di denaro dalla Tecnologie Sanitarie Spa al Taibbi – si legge nell’ordinanza del gip Claudia Rosini - si aveva modo di accertare che, dopo appena 4 giorni, precisamente il 23 aprile 2018, il Taibbi iniziava a riscuotere il prezzo della corruzione che immediatamente dopo si premurava di consegnare al Candela, attraverso periodiche consegne di denaro in contanti, avvenute in maniera strettamente riservata”.

I pm: "Incontri con modalità mafiose"

Per gli inquirenti “Taibbi era l’intermediario di Candela nel rapporto corruttivo con Tecnologie Sanitarie” e “in corrispondenza dei pagamenti effettuati dall’azienda a Taibbi, quest’ultimo si premurava di consegnare a Candela il prezzo della corruzione”. Le presunte consegne di denaro sarebbero avvenute durante “incontri strettamente riservati, in assenza di preliminari contatti telefonici e con il continuo ricorso ad approvvigionamenti di denaro contante da parte di Taibbi nei momenti immediatamente precedenti le riservate riunioni con Candela”. La Procura non esita a definire le modalità di uno di questi incontri, avvenuto a Capo Gallo, in questi termini: “Le modalità apparivano del tutto analoghe a quelle che solitamente contraddistinguono i contesti di indagine in materia di criminalità organizzata di tipo mafioso”.

I prelievi prima delle riunioni segrete

La guardia di finanza ha fatto degli accertamenti ed ha individuato un nesso tra i prelievi di contanti compiuti da Taibbi e gli incontri con Candela. Ecco cosa emerge dall’ordinanza di custodia cautelare. Il 9 maggio del 2018 Taibbi preleva mille euro da uno sportello Unicredit e  il giorno dopo la sua auto viene stata filmata mentre, alle 12.28, è ferma sotto l’abitazione di Candela. Il 24 maggio alle 8.07 Taibbi preleva 250 euro e alle 15.30 si registra un incontro con Candela in un ristorante. Il 28 maggio Taibbi dispone un bonifico di 10.005 euro in favore del cognato e alle 15.48 viene captata una conversazione in cui il cognato gli dice tra l’altro: “Mi hai chiesto un favore, se ti posso aiutare figurati se non lo faccio”. Alle 8.27 del giorno successivo, in un’altra chiamata, il cognato spiega: “Posso andare in banca oggi a mezzogiorno e ne prendo 5, gli altri li posso prendere domani”. Alle 19.24, l’auto di Taibbi sosta nuovamente sotto casa di Candela. Il primo luglio Taibbi avrebbe prelevato 500 euro, il 2 altri 500 alle 19.28 e altri 500 ancora alle 19.35, poi altri mille euro da uno sportello Unicredit. Alle 19.58 la sua auto sarebbe stata di nuovo ferma sotto casa di Candela.

Il 16 agosto avrebbe prelevato 300 euro, il 17 500 euro e poi altri 3 mila euro e alle 13.30 avrebbe avuto un incontro con Candela a Capo Gallo. Il 23 agosto avrebbe fatto un bonifico di 5.001, 50 euro al cognato, che avrebbe poi chiamato dicendogli di aver sbagliato e chiedendogli la restituzione della somma in contanti, cosa che sarebbe avvenuta il 27. E, proprio il 27, Taibbi avrebbe fatto altri due prelievi da 500 euro ciascuno, alle 19.08 e alle 19.09, e la sua auto sarebbe stata di nuovo ferma sotto casa di Candela alle 19.30. Il 2 ottobre avrebbe prelevato 250 euro e alle 19.07 sarebbe stato di nuovo davanti all’abitazione di Candela. Il 20 ottobre, tra le 10.26 e le 11.02, avrebbe prelevato due volte 2.500 euro e poi altri 500 euro. Alle 18.12 del giorno successivo, la sua auto è di nuovo sotto casa di Candela. Tra il 3 e il 4 novembre, con 6 diverse operazioni, Taibbi avrebbe prelevato in tutto 8 mila euro. Alle 18.16 del 4 la sua auto è ferma sotto casa di Candela. Il 16 avrebbe prelevato mille euro e la sera del 18 sarebbe stato nuovamente a casa di Candela. Il 15 gennaio 2019 prelevava 250 euro e in serata sarebbe tornato da Candela.

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I viaggi di lusso

Taibbi, inoltre, secondo gli inquirenti avrebbe pagato “viaggi e soggiorni in hotel di lusso a Roma a Candela e alla moglie per importi superiori ai 2 mila euro”. 
 

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