Rissa con i coltelli a Mondello, gli indagati rispondono al gip: "Non c’entriamo nulla"

Matteo Giuseppe Ameduri, Gabriele Filippone e Ivan Viola non si sono sottratti alle domande ed hanno fornito una loro versione dei fatti. Il primo ha sostenuto che quella sera, dopo la mezzanotte, si sarebbe trovato a Castelvetrano

Il frame di un video della rissa di Mondello del 7 giugno

Tutti e tre gli indagati per la rissa con accoltellamento di Mondello hanno risposto al giudice e negato ogni accusa. Uno di loro avrebbe anche sostenuto che durante quella serata non si trovasse a Palermo bensì a Castelvetrano. Si è svolto questa mattina l’interrogatorio per l’episodio di violenza dello scorso 7 giugno, quando vicino a piazza Valdesi due minori vennero picchiati e feriti con un’arma da taglio tanto da finire la notte stessa sui tavoli delle sale operatorie dell'ospedale Villa Sofia. I tre, insieme a un minore (C.D.P. le iniziali), sono stati arrestati per tentato omicidio la scorsa settimana al termine delle indagini eseguite dagli investigatori del commissariato di polizia Mondello.

Giovani come furie scatenate, le immagini della rissa | Video

Le manette sono scattate sulla scorta della richiesta avanzata dai sostituiti procuratori Luisa Vittoria Campanile e Alfredo Gagliardi e dell’ordinanza di misura cautelare firmata dal gip Simone Alecci che ha disposto i domiciliari per Matteo Giuseppe Ameduri (18 anni), Gabriele Filippone (19) e Ivan Viola (19). Il primo, difeso dall’avvocato Roberto Mangano, ha spiegato che quella domenica si trovava nel Trapanese, come avrebbe dimostrato il suo legale con un’indagine difensiva individuando 15 testimoni e producendo una consulenza tecnica di parte “con foto idonee a dimostrare che poco dopo la mezzanotte il giovane si trovasse a più di 100 chilometri dal luogo dell’aggressione”.

Viola, assistito dall'avvocato Maurilio Panci, ha riferito che durante le fasi dell’aggressione (della quale sarebbe venuto a conoscenza solo con una telefonata fatta da un cugino), si trovava in spiaggia con una ragazza della quale, davanti al gip, è riuscito però a fornire soltanto il nome e non il cognome. Appreso quanto accaduto avrebbe raggiunto la gelateria davanti alla quale si era scatenata la rissa, ricevendo anche due cazzotti. Solo una volta rientrato a casa avrebbe appreso che qualcuno era stato accoltellato. Viola quello stesso giorno, intorno alle 20, era stato fermato dalla polizia in compagnia del minorenne, C.D.P., uscendo dal commissariato in un orario compatibile con la rissa.

“Gli agenti di polizia - precisa Panci - non gli hanno sequestrato alcuna arma e va sottolineato il fatto che oggi abbia collaborato e fornito agli investigatori i codici per entrare nel suo iPhone diversamente inaccessibile. Il mio assistito non conosceva la vittima, che nell’antefatto della rissa, sembrerebbe aver avuto un acceso scambio di battute ma con qualcun altro”. Anche Gabriele Filippone ha risposto alle domande del gip dichiarandosi estraneo ai fatti contestati. “Valuteremo - spiega il suo avvocato, Stefano Santoro - se rivolgerci al Riesame o se sottoporre al giudice una nuova valutazione sulle esigenze cautelari”. Per C.D.P., sottoposto anche lui ai domiciliari, procede la Procura competente, cioè quella dei minori.

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