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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca Tribunali-Castellammare / Via Maqueda

"Minacciavano i ragazzi per le vie del centro, poi gli rubavano smartphone e soldi”: sei arresti

Al termine delle indagini dei Falchi della squadra mobile, è stata eseguita un'ordinanza del gip che ha disposto i domiciliari, con braccialetto elettronico, per gli indagati. Tutti tra i 18 e i 20 anni. Gli episodi contestati e registrati nella zona di via Maqueda sono due, ma la lista rischia di essere più lunga

In poco tempo sarebbero diventati l'incubo dei giovani che si trovavano a passeggiare di notte per le vie del centro. La polizia ha eseguito questa mattina sei arresti in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip nei confronti di sei ragazzi accusati di aver messo a segno diverse rapine nel mese di ottobre. Finisco ai domiciliari con il braccialetto elettronico Nicola Algeri (20 anni), Daniele Catanzaro (18), Francesco Catanzaro (19), Emanuele Schiera (18), Alessio Di Bartolo (20) e Muhamet Ajirizi (19).

"Una vera e propria 'baby gang' che, utilizzando la 'forza del branco', terrorizzava le giovani vittime che in ore notturne transitavano per il centro cittadino. Gli stessi - ricostruiscono dalla Questura - utilizzavano spesso violenza, facendo razzia di telefoni cellulari di ultima generazione e denaro". Attualmente sono due gli episodi contestati ai sei indagati, registrati entrambi nella zona di via Maqueda e durante la ore notturne, ma la lista rischia di essere più lunga.

Per il momento le rapine contestate sono due e sono avvenute, come poi denunciato dalle vittime, la notte dello scorso 7 ottobre. Secondo quanto ricostruito i giovani avrebbero preso di mira dei coetanei, li avrebbero accerchiati e minacciati con un bastone. In un caso avrebbero portato via un bottino costituito da uno smartphone Huawei e un iPhone 8. In occasione del secondo colpo gli indagati avrebbero costretto un giovane a entrare in un vicolo, gli avrebbero rotto gli occhiali con un pugno in faccia e gli avrebbero sottratto uno Xiaomi e pochi spiccioli.

“Nonostante la giovane età - scrive nel provvedimento il giudice per le indagini preliminari - essi hanno palesato una spiccata capacità criminale, rivelandosi in grado di turbare seriamente la sicurezza pubblica, prendendo di mira giovani soggetti che si trovavano a percorrere una delle strade più frequentate del centro stoico, con ciò contribuendo a ingenerare un clima di paura a una sensazione di scarsa sicurezza".

La rapina in un market e il nome "magico" di Massimo

Nell'ordinanza viene contestato un altro episodio a un settimo indagato, per il quale però il gip non ha disposto alcuna misura cautelare, e a un alto ragazzo non ancora diciottenne. Si tratta di una tentata rapina ai danni del titolare di un supermercato di via Oreto. Secondo quanto ricostruito due giovani sarebbero entrati nell'attività per minacciare il negoziante. Quest'ultimo, dopo aver consegnato quel po' che aveva (circa 20 euro), avrebbe fatto il nome di un certo "Massimo" e i rapinatori, riconoscendo il rilievo criminale di questa figura, gli avrebbero riconsegnato il bottino.

Ma chi è Massimo? Allo stato attuale gli investigatori non sarebbero riusciti a identificarlo. "Tuttavia, l’assoluta incertezza sull’identità di tale Massimo, che il denunciante ha affermato di non conoscere e che la squadra mobile non ha in altro modo identificato, rende il momento alquanto singolare (se non incredibile) l’intera vicenda, se si considera che la somma di 20 euro - scrive il gip - è stata immediatamente restituita e che i due ‘rapinatori’ sono anche rimasti con la vittima in atteggiamento amichevole, addirittura pagando i beni di lì a poco acquistati".

A occuparsi delle indagini, coordinate dalla locale Procura, sono stati i Falchi della squadra mobile che sono risaliti all’identità dei sei giovani anche tramite la visione di alcuni video. Alla luce delle risultanze investigative il gip ha emesso a carico dei giovani la misura della custodia cautelare "in quanto, nonostante la loro giovane età, con le loro condotte hanno turbato la tranquillità e la sicurezza pubblica, rapinando le loro vittime nelle ore notturne nelle strade più frequentate del centro storico di Palermo", concludono dalla Questura.

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