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Cronaca

La violenza della baby gang per pochi spiccioli, tra morsi e gambe rotte: "Dacci tutto o spariamo"

I retroscena dell'inchiesta che ha portato all'arresto di 11 giovanissimi che avrebbero seminato il terrore nel centro storico tra settembre e novembre scorsi

Anche quattro colpi nella stessa notte, non esitando a puntare pistole contro le vittime, a minacciarle ("ti ammazzo"), a picchiarle selvaggiamente, in un caso arrivando a mordere il dito di uno dei giovani rapinati (determinando una ferita giudicata guaribile in dieci giorni) e in un altro provocando una frattura e una contusione alla gamba (con una prognosi di un mese) alla vittima. Sarebbe un pericoloso branco, composto peraltro da giovanissimi, quello smantellato stamattina da carabinieri e polizia, coordinati dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Maria Forti.

Come emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Marco Gaeta, che ha portato a undici arresti, il gruppo - di cui avrebbero fatto parte anche diversi minorenni - si sarebbe mosso da padrone soprattutto tra le strade del centro storico e di notte, rapinando di pochi euro e cellulari ragazzi soli oppure turisti. In un episodio, dopo aver pestato un giovane in piazza Magione ed essersi fatti consegnare il portafoglio e il cellulare, il branco avrebbe però deciso di restituire subito la refurtiva ritenendola di scarso valore. 

Sono ventuno in tutto, tra furti e rapine, i colpi che gli indagati avrebbero compiuto in tre mesi, da settembre a novembre scorsi, e che non sempre sarebbero andati a buon fine, sia perché alcune vittime erano riuscite a scappare, sia perché i carabinieri erano intervenuti in tempo. In alcune serate, come quella del 2 e del 4 novembre, il gruppo avrebbe agito a più riprese.

I colpi ripresi in diretta | video

"Siamo in 7, voi in 3: dateci tutto quello che avete"

La prima tentata rapina attribuita dalla Procura a due degli arrestati e ad alcuni minorenni risale al 10 settembre. Emanuele Schiera e Nicola Algeri avrebbero  bloccato tre ragazzi per strada, alle 4 di notte, e avrebbero pronunciato parole molto chiare: "Noi siamo sette, voi siete tre, dateci tutto quello che avete". Quando le vittime si sarebbero rifiutate, una di loro era stata presa a calci, schiaffi e pugni, spinta a terra e le sarebbe stata anche rotta una bottiglia in testa. Nonostante la violenza dell'aggressione, gli indagati non avrebbero portato via nulla.

Il 29 settembre, sempre Schiera e Algeri, sarebbero entrati in un condominio di via Garibaldi, dopo aver sfondato il portone con un calcio, cercando di rubare in alcuni appartamenti, ma senza riuscirci.

"Unni si, ti ammazzo..."

Il primo ottobre, gli stessi due indagati, assieme a Daniele Catanzaro, Alessio Di Bartolo e Francesco Catanzaro avrebbero inseguito un giovane mentre tornava a casa, intorno all'1.30 di notte, rompendo il portone del condominio e rincorrendolo per le scale urlando, tra l'altro, "pestare... zaino... terra chinu i sangue, stronzo... futtiri" e "unni si, ti ammazzo". La vittima era riuscita ad entrare per fortuna nel suo appartamento, mettendosi così in salvo e lasciando a bocca asciutta il branco.

L'assalto e le botte ai turisti

La stessa sera e intorno alla stessa ora, Schiera, Algeri, Daniele Catanzaro e Di Bartolo se la sarebbero presa anche con un gruppo composto da quattro turisti, che stavano tornando a piedi nella casa vacanza presa in affitto. Gli stranieri sarebbero stati seguiti, uno di loro colpito alla testa con un pugno, un altro spinto con forza, e minacciati con una bottiglia presa in un cassonetto per rapinarli. Anche in questo caso, però, a dispetto della violenza, non sarebbe stato poi portato via nulla.

Sempre nella notte del primo ottobre, i due Catanzaro, Di Bartolo, Schiera e Algeri avrebbero rapinato del marsupio un ragazzo, bloccandolo mentre era piedi e passeggiava con un amico, intimando di consegnare tutto, arrivando persino a perquisire le vittime e poi a inseguirle, colpendole con schiaffi in faccia quando avevano provato a scappare.

Il morso allo studente: "Ti lasciamo in mutande"

Alle 7 del 18 ottobre, Angelo Lo Verso e Salvatore Casalnuovo, avrebbero invece aggredito un minorenne mentre stava andando a scuola. La vittima era appena arrivata in città con un treno e mentre attraversava piazza Giulio Cesare per prendere un autobus sarebbe stata avvicinata e minacciata: "Tu sai come funziona qua? Dacci il portafoglio, dacci il telefonino, ti lasciamo in mutande", ma di fronte alla reazione del giovane, gli indagati non avrebbro esitato a picchiarlo con schiaffi, pugni e calci ed avrebbero persino tentato di investirlo con una bici. Alla fine il ragazzo era stato ferito a un dito, dopo il morso sferrato dai rapinatori.

Casalnuovo e Algeri sono accusati anche di un altro colpo, il furto di due biciclette dall'androne i din palazzo, avvenuto il 27 ottobre.

La rapina del monopattino, quella dell'Iphone e la gamba rotta

Caslanuovo, Schiera, Lo Verso e Soufyan Yanane, il 31 ottobre, intorno alle 6.30, avrebbero rapinato di un cellulare dal valore di oltre 500 euro un ragazzo che stava percorrendo corso Vittorio Emanuele verso il mare su un monopattino: la vittima era stata buttata a terra e derubata anche del mezzo. Lo stesso giorno, Schiera e Janane avrebbero poi rapinato del portafoglio e di un Iphone una persona che si trovava in piazza San Domenico: la vittima era stata minacciata, ma era riuscita a scappare e a chiedere aiuto, ma gli indagati l'avrebbero riacciuffata e poi picchiata selvaggiamente con pugni e calci, provocandole una frattura e una contusione alla gamba, giudicata guaribile in 30 giorni.

Quattro colpi in una sera

Il 2 novembre sarebbero stati messi a segno quattro colpi. Schiera, Casalnuovo, Lo Verso e Yanane avrebbero rubato 5 euro ad un ragazzo e cercato anche di prendere i cellulari e altri contanti ad altri due ragazzi, senza riuscirci per la resistenza delle vittime. I giovani camminavano, intorno all'1.40 di notte, in via Monteleone (alle spalle delle Poste di via Roma) e sarbbero stati raggiunti dagli indagati che avrebbero intimato di consegnare "tutti i soldi" perché in caso contrario avrebbero usato "il ferro". Una delle vittime era stata presa a pugni. Schiera, la stessa sera, avrebbe poi sfilato dalle mani di una turista un cellulare, mentre la straniera stava scendendo da un taxi in via Roma. Sempre il 2 novembre, poi, Casalnuovo, Schiera e Lo Verso avrebbero rapinato di 15 euro e di un cellulare un altro ragazzo, dopo averlo avvicinato con una scusa e poi buttato a terra. Infine gli stessi 4 indagati avrebbero sottratto 20 euro, un cellulare e uno smartwatch a uno studente straniero, mentre tornava nella sua casa di via Gorizia, spingendolo con forza contro il portone e facendolo cadere.

"Fammi vedere il portafoglio o ti sparo"

Anche il 4 novembre il gruppo si sarebbe scatenato. A Lo Verso, Schiera e Janane viene contestato di aver minacciato con una pistola due giovani mentre erano in via Roma, intorno alle 3.30 di notte: "Dammi tutto quello che hai, se no ti ammazzo, fammi vedere quello che hai nel portafoglio, ti sparo, ti sparo, cosa è più importante, la tua vita o i tuoi soldi?", avrebbero detto alle vittime, afferandone una e cercando di colpirla a pugni. Era stato l'intervento dei carabinieri ad evitare il peggio. La stessa sera, poi, i tre, sempre con la pistola, avrebbero bloccato tre ragazzi che camminavano in centro, senza riuscire a fare nulla grazie ancora una volta all'intervento dei carabinieri.

"Ora t'insigno io a fari u malantrinu"

Janane, con Cantanzaro, avrebbe poi aggredito un giovane in piazza Magione, intimandogli di consegnare i soldi. Di fronte al rifiuto della vittima, uno degli indagati avrebbe detto: "Ora ti fazzu viriri io, ora t'insigno io a fari u malantrinu, ora t'ammazzu", ottenendo così la consegna di portafoglio e cellulare da parte del ragazzo. I due, però , avrebbero ritenuto il bottino di scarso valore e quindi l'avrebbero restituito subito alla vittima.

La rapina da 80 euro

Il 7 novembre, Daniele Catanzaro avrebbe aggredito un giovane, dicendogli di fermarsi e minacciandolo con una pistola. Quando la vittima era riuscita a scappare, rifuggiandosi sulla sua auto, l'indagato si sarebbe avvicinato al finestrino e gli avrebbe puntato nuovamente la pistola, dopo aver scarrellato il caricatore, dicendo "Tre, due, uno". Il ragazzo era però riuscito a fuggire. La sera dello stesso giorno Romualdo Salvatore Ferrara e Janane avrebbero poi aggredito un giovane in piazza Pretoria e rubandogli 80 euro che aveva in tasca.

"Guarda che non stiamo scherzando"

L'17 novembre, Janane, con altri presunti complici, avrebbe colpito ancora, in via Alloro, dove avrebbe aggredito un ragazzo che camminava, intimandogli di consegnare il suo zainetto e i soldi che aveva con sé, prendendolo a calci e pugni, e successivamente preso di mira un altro giovane in via Merlo, dicendogli: "Dammi tutti i soldi altrimenti ti ammazzo" e "guarda che non stiamo scherzando". La vittima sarebbe stata lasciata in pace solo quando aveva aperto il portafoglio e mostrato di avere soltanto pochi spiccioli.

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