Cronaca

Rapine in casa travestiti da finanzieri, sgominata banda: tre arresti

In manette sono finite tre uomini. Secondo la polizia sarebbero i responsabili di assalti violenti in ville e appartamenti in città e in provincia. I malviventi, una volta dentro casa, esordivano con: "La sceneggiata è finita"

L'attrezzatura utilizzata dai finti finazieri per le rapine

Si presentavano alla porta delle vittime con divise, tesserini e decreti di perquisizione. Una volta dentro la fatidica frase: "La sceneggiata è finita, è in corso una rapina". La polizia ha tratto in arresto la banda delle finte forze dell'ordine composta dai pregiudicati Vincenzo Sparacio (25 anni) e Mariano Parisi (44 anni), e da Vincenzo Vassallo (37 anni). Ricostruiti tre colpi messe a segno tra Villagrazia di Carini, Isola delle Femmine e Partinico. Per loro l'accusa è di rapina violenta, lesioni aggravate e falso materiale. (GUARDA IL VIDEO)

Per compiere i propri disegni criminosi la banda utilizzava alcune divise delle forze dell'ordine fedelmente riprodotte, nonché pistole, finti tesserini, decreti di perquisizione e luci lampeggianti: tutti gli elementi necessari per far passare una rapina violenta come un operazione delle forze dell'ordine.

Le indagini della polizia hanno permesso di ricostruire tre episodi in cui le vittime, ignari di ciò che stava per accadere, si sono trovati a fronteggiare la banda. Già lo scorso 13 dicembre polizia e carabinieri erano riusciti a far luce su una rapina avvenuta circa un mese prima in un'abitazione di Villagrazia di Carini, riuscendo ad arrestare già in quell'occasione Parisi e Sparacio. Dopo le perquisizioni nelle loro abitazioni le forze dell'ordine riuscirono a collegare i due fermati ad altri due episodi.

Si torna così indietro all'8 novembre, quando cinque persone suonarono alla porta di una donna di Isola delle Femmine, titolare di una tabaccheria, annunciando una perquisizione. Una volta dentro, la banda seguiva il copione già studiato nei dettagli. "La sceneggiata è finita, è in corso una rapina". I due figli della donna furono imbavagliati e legati con delle fascette di plastica. Ma, nel tentativo di reagire, uno dei due era stato preso a calci nell'addome mentre l'imprenditrice veniva costretta ad aprire la cassaforte.

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In quell'occasione la banda riuscì ad impossessarsi di 20 mila euro in oggetti di valore e di circa 3 mila euro in contanti. Neanche due settimane dopo ed i rapinatori tornarono a colpire di nuovo. Questa volta nel mirino dei malviventi un gioielliere di Partinico, che si era trovato davanti la banda alle cinque del mattino. I rapinatori si erano travestiti da finanzieri, ad eccezione di un finto carabiniere, ma il copione era sempre lo stesso. Una volta aperta la porta la moglie era stata costretta dai malviventi a condurli nella gioielleria attigua, prima di scaraventarla a terra. Ma il gioielliere, per convincere i ladri a desistere, aveva simulato un attacco cardiaco.

Dopo le rapine sono proseguite senza sosta le indagini, cercando di collegare i vari indizi raccolti nei luoghi del delitto. Utile in tal senso il ritrovamento nel domicilio di Parisi di alcuni monili poi riconosciuti dalle vittime di Isola delle Femmine e le descrizioni da loro fornite alle forze dell'ordine. Nel caso del secondo colpo, invece, i rilievi dattiloscopici hanno accertato come le impronte trovate all’interno della vettura usata dai complici per raggiungere l’appartamento, abbandonata dai malviventi subito dopo la fuga, corrispondessero ad almeno uno dei malviventi.

Ma a ciò si aggiunse la registrazione integrale delle videocamere della gioielleria che immortalarono l'arrivo della banda nell'appartamento di Partinico. Un altro indizio risultato fondamentale fu l'ingessatura al braccio di Parisi che, fermato in una pizzeria, spiegò di essersi fatto male in un incidente. Ma una consulenza esterna accertò che si trattasse di una ferita da arma da fuoco. "Gli investigatori hanno accertato come i tre odierni arrestati - spiega la polizia -  facciano parte di un sodalizio ben strutturato, probabilmente composto da rapinatori interscambiabili ed i cui restanti elementi riteniamo di potere identificare a breve".

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