Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Modelle e prostituzione, la psicologa: "Portate in una trappola da amici diventati sfruttatori"

La consulenza emerge dall'inchiesta sul presunto giro di prostituzione gestito dai titolari della "Vanity Models Management". Le giovani "manipolate affettivamente", con "messaggi subdoli" e il comportamento "ambivalente" degli indagati non avrebbero percepito il pericolo

"Manipolazione affettiva", sentimenti "ambivalenti" e "messaggi confusivi, subdoli e perversamente seduttivi". E' fatta di questo "la trappola" in cui sarebbero cascate le giovani aspiranti modelle dell'agenzia "Vanity Models Management", finite in un presunto giro di prostituzione (anche minorile) che sarebbe stato gestito dai loro stessi datori di lavoro, Francesco Pampa e Massimiliano Vicari ora in carcere. A dirlo è una consulente della Procura, la psicologa Lidia Zaoner, che ha seguito una delle ragazzine durante le sue testimonianze, in cui ha raccontato di essere stata prima stuprata da Pampa - quando aveva 15 anni - e poi avviata ai rapporti sessuali a pagamento con uomini molto più grandi, a Palermo, a Monreale, ma anche a Milano e Napoli.

Sulla scia dell'inchiesta della squadra mobile, coordinata dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dal sostituto Sergio Mistritta, l'opinione pubblica si è divisa e in tanti hanno commentato sostenendo che gli indagati avrebbero certamente delle colpe, ma che allo stesso tempo le ragazzine non sarebbero state "costrette" a prostituirsi, ma lo avrebbero accettato perché attirate dai soldi. Una lettura che fa diventare la vittima anch'essa colpevole, insomma. Mentre si attende che venga fissato l'interrogatorio per Pampa e Vicari - rinviato per i numerosi casi di Covid nel carcere Pagliarelli - per conoscere eventualmente la loro difesa, la relazione della psicologa offre un punto di vista diverso sulla vicenda.

La consulenza è contenuta nell'ordinanza del gip Fabio Pilato e si riferisce soprattutto ad una delle ragazzine che, attraverso la denuncia della madre, ha fatto scattare l'indagine. La psicologa non esita a parlare di una "trappola" in cui sarebbero cadute le giovani, tesa dagli arrestati attraverso il loro comportamento ambiguo, da amici e sfruttatori allo stesso tempo. Tanto che le aspiranti modelle non sarebbero neppure in grado di rendersi pienamente conto dei traumi subiti.

"La trappola tesa dall'amico"

Scrive la psicologa: "La giovane sembra confrontarsi soltanto adesso con la portata traumatica delle esperienze esperite nel corso degli ultimi anni, da quando doveva ancora compiere 16 anni ad oggi. Sperimenta infatti un vissuto ambivalente nei confronti soprattutto di Francesco Pampa, che negli anni è stato non solo colui che l'ha avviata all'attività di prostituzione, ma anche un amico e un confidente. Il racconto della vittima si è arricchito più volte di elementi che sono stati capaci di fare emergere con chiarezza la strategia dell'adulto, con tutto il carico dei suoi messaggi confusivi, subdoli e perversamente seduttivi, che hanno facilitato il mantenimento del segreto e la cronicizzazione delle improprie attività a sfondo sessuale. La relazione con Francesco Pampa infatti si è intessuta di una dimensione giocosa-amicale mista e confusa con una dimensione più propriamente erotico-seduttiva, una trappola in cui la giovane è caduta".

La credibilità, il pudore e la vergogna

Secondo la consulente del pm, la ragazza sarebbe pienamente credibile, prima di tutto perché "conferma la propria collusiva partecipazione alle iniziative prima di Pampa, poi di Vicari e, infine, con uomini a lei sconosciuti e ben più grandi di lei in cambio di denaro". Inoltre, "la rappresentazione verbale delle immagini di quanto vissuto ha sempre attivato in lei sentimenti di pudore e di vergogna e la difficoltà di addentrarsi nella narrazione degli innumerevoli scambi sessuali intrattenuti con Pampa e Vicari, nonché con altri clienti" cosa che "mal si concilia con un'ipotesi di costruzione mendace poiché in tal caso la ragazza avrebbe proceduto nel suo resoconto senza il peso della vergogna".

Le gravi conseguenze per le vittime

Ripercorrere quanto subito non sarebbe privo di conseguenze per la giovane: "La sollecitazione al ricordo delle esperienze impropriamente vissute ha avuto il potere di produrre nella ragazza un innalzamento del livello dell'ansia, segnalando in tal modo l'attivarsi di quei vissuti penosi connessi agli impropri scambi sessuali che soltanto di recente hanno cominciato ad essere percepiti come esito dell'impropria manipolazione affettiva da parte dei datori di lavoro dell'agenzia di modelle, soprattutto di Francesco Pampa. Ci vorrà del tempo e un lungo lavoro di elaborazione - scrive la psicologa - perché la ragazza possa entrare in contatto con il reale significato delle esperienze vissute e con la percezione, quindi, di aver subito una reiterata mortificazione del sé. In più, ora che il segreto non è più tale, dovrà fare i conti con la percezione dello stigma sociale, associato a vissuti di profonda solitudine e di colpa".
 

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